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Redazione CosaConta

Aggiornato al 13 ottobre 2026

Single o in coppia, con o senza figli, famiglie sempre più longeve: la società italiana sta cambiando. E cambiano anche i modi di vivere e progettare il futuro. Nuove esigenze, nuove spese. Anche gli obiettivi finanziari evolvono.

Sommario

Oggi più che mai, “famiglia” vuol dire tante cose: si può essere single ma “famiglia” con gli amici più cari, in coppia e senza figli, oppure in coppia con un solo figlio. L’affetto e l’amore assumono molte forme diverse. E la pianificazione finanziaria deve adeguarsi. Vediamo come.

Meno figli, ma viviamo più a lungo: la fotografia dell’Italia di oggi

Quarant’anni fa, una donna o un uomo sulla trentina avevano spesso già un lavoro, una casa, una famiglia e magari un paio di figli. Oggi, capita che alla stessa età le persone possano avere sì una casa e un lavoro, ma magari non un matrimonio e nemmeno dei figli. A trent’anni si considerano giovani e vivono di conseguenza. Dopotutto, la durata media della vita si è allungata e c’è il tempo per pianificare gli altri obiettivi. Che non è detto contemplino un matrimonio e dei figli.

Infatti, il ventaglio delle scelte possibili si è – per fortuna – allargato molto. Con un rovescio della medaglia: si fanno meno figli, mentre dall’altra parte viviamo tutti mediamente più a lungo. È una dinamica che interessa da tempo la popolazione italiana e che, come certifica l’Istat nelle sue Previsioni sulla popolazione residente, sulle famiglie e sulle forze lavoro , sembra destinata a proseguire nei prossimi decenni. Ma i cambiamenti demografici e socioculturali del nostro tempo stanno trasformando anche un altro aspetto della società: la composizione delle famiglie.

Sempre più persone vivono da sole – chi per scelta, chi per necessità – e i nuclei familiari aumentano in numero, ma diventano mediamente più piccoli, mentre le coppie con figli che tendono a diminuire. Gli effetti sono concreti: se cambia il modo in cui viviamo, cambiano inevitabilmente anche le nostre esigenze economiche.

Cosa dicono le previsioni Istat: un’Italia che cambia forma

Stando ai dati raccolti da Istat, il numero complessivo delle famiglie è destinato ad aumentare dai 26,7 milioni del 2025 fino a un massimo di 27,9 milioni nel 2043, per poi scendere leggermente a 27,6 milioni nel 2050. Parallelamente, diminuisce il numero medio dei membri dei nuclei familiari – dagli attuali 2,2 a 1,98 nel 2050 – con una crescita di quelli unipersonali.

Nello specifico:

  • le persone che vivono da sole dovrebbero aumentare dai circa 10 milioni del 2025 (pari al 37,5% del totale) a 11,6 milioni nel 2050 (il 42% del totale).
  • Un’esplosione di giovani che optano per una vita da single alla ricerca di una maggiore libertà? Non necessariamente, in realtà: già oggi il 46,3% di queste persone ha almeno 65 anni e, secondo le previsioni Istat, nel 2050 la percentuale potrebbe arrivare al 57%.
  • In calo le coppie con figli – dai 7,5 milioni di oggi ai 5,8 milioni del 2050 – con una riduzione dal 28,1% al 21,1% del totale.
  • Nel 2047, prevede ancora Istat, le coppie con figli dovrebbero essere superate da quelle senza figli, in aumento a loro volta da 5,4 a 5,9 milioni.

Sullo sfondo si conferma il progressivo invecchiamento della popolazione, con gli over 65 che, scrive Istat, arriveranno a rappresentare circa il 34,5% del totale entro il prossimo quarto di secolo (erano il 24,7% nel 2025).

Perché non esiste una pianificazione finanziaria uguale per tutti

Famiglie diverse possono avere redditi, spese, rischi e obiettivi differenti, a cui va adattata una corretta pianificazione finanziaria, anche se il punto di partenza resta lo stesso per tutti. Che si tratti di coppie con figli, coppie senza figli, persone che vivono da sole o genitori single, tutti hanno la necessità di conoscere le proprie entrate, tenere sotto controllo le uscite e stabilire obiettivi coerenti con le risorse disponibili.

Vivere da soli: un solo reddito, le stesse spese di prima

Chi vive da solo deve naturalmente provvedere alle esigenze di una sola persona e spenderà quindi meno, in termini assoluti, per alcune voci rispetto a famiglie più numerose. Molte spese, però, non diminuiscono in proporzione al numero di persone: è il caso dell’affitto o del mutuo, delle utenze o dell’automobile, tutte voci che devono essere sostenute con un unico reddito.

Inoltre, viene meno la possibilità di distribuire tra più persone l’impatto di un imprevisto o di una temporanea riduzione delle entrate. La pianificazione deve quindi tenere conto anche del diverso margine di sicurezza di cui si dispone.

Perché non riesci a mettere soldi da parte? La colpa potrebbe essere anche delle spese nascoste a cui non pensi. Per saperne di più, ti invitiamo a scoprire il nostro approfondimento.

Non avere figli: come cambiano obiettivi e priorità di lungo periodo

Anche la presenza o meno di figli influenza il modo in cui si distribuiscono le risorse disponibili. Un’analisi NielsenIQ presentata a Linkontro 2026 rileva, per esempio, che le famiglie con figli tendono a concentrare i loro acquisti sui bisogni essenziali, mentre quelle senza figli – spesso più mature e con una maggiore capacità di spesa – si mostrano più aperte alla sperimentazione. Tant’è vero che, fra le 30 categorie di consumo a maggiore crescita analizzate da NIQ, 29 sono sostenute proprio dalle famiglie senza figli e soltanto una da quelle con figli.

Ma a cambiare sono anche gli obiettivi verso cui indirizzare le risorse nel tempo. Chi ha figli può avere tra le sue priorità le spese per la loro crescita e istruzione o la costruzione di un patrimonio da lasciare alle generazioni successive. Chi non ne ha può destinare le sue risorse ad altri progetti personali e professionali e impostare diversamente anche la pianificazione di lungo periodo, dalla previdenza alle eventuali esigenze di assistenza nella vecchiaia.

Nuove configurazioni familiari, nuove esigenze finanziarie

La composizione di una famiglia non è una fotografia in bianco e nero o in tonalità seppia retrò: può evolvere e trasformarsi nel tempo. Pensiamo per esempio a una separazione, a una nuova convivenza, a una famiglia ricostituita: tutte eventualità che possono modificare equilibri economici fino a quel momento consolidati. Quando cambia la composizione della famiglia, può essere utile rivedere anche la pianificazione finanziaria.

Separazioni e nuove convivenze: ripartire con un piano diverso

Prendiamo il caso di una separazione: da un unico bilancio familiare si passa a due bilanci distinti. Significa che alcune spese prima condivise devono ora essere sostenute separatamente (pensiamo ai costi legati all’abitazione) mentre, specialmente in presenza di figli, rimangono responsabilità economiche comuni, da conciliare con le esigenze dei due nuovi nuclei.

Una nuova convivenza può produrre il movimento opposto: alcune risorse e alcune spese diventano condivise, ma non necessariamente tutto deve confluire in una gestione comune. È importante chiarire quali costi sostenere insieme e quali mantenere individuali, definendo gli obiettivi condivisi senza perdere di vista quelli personali.

immagine le famiglie cambiano

Famiglie ricostituite: obiettivi condivisi, patrimoni da armonizzare

La pianificazione può diventare ancora più articolata nelle famiglie ricostituite, cioè quelle nelle quali uno o entrambi i partner hanno figli da relazioni precedenti. Qui, accanto agli obiettivi della nuova famiglia, continuano a esistere responsabilità, patrimoni e legami costruiti prima della nuova unione.

Le domande da porsi diventano più numerose. Quali spese condividere? Come conciliare gli obiettivi della coppia con quelli legati ai figli? E, alla base di tutto: come organizzare risparmio e patrimonio rispettando esigenze che possono essere differenti?

Naturalmente, non esiste una risposta valida per tutte le situazioni. Quel che è certo è che, quando cambia la famiglia, vale la pena di rimettere mano anche alla pianificazione, verificando che la gestione delle risorse continui a rispecchiare responsabilità e obiettivi delle persone coinvolte.

Vivere da soli: quanto cambia il bilancio con un solo reddito

E chi vive da solo? Posto che esigenze e stili di vita variano da persona a persona, possiamo dire che la spesa pro capite tende a essere più elevata per i nuclei unipersonali rispetto a quella di chi può condividere alcuni costi. Secondo una recente analisi realizzata da Coldiretti su dati Istat, per una persona sola il costo della vita è mediamente superiore del 40% rispetto a quello di chi vive in coppia.

Si tratta essenzialmente di un problema di economie di scala perché, come accennato, non tutte le spese crescono (e decrescono) in proporzione al numero di persone: secondo la stessa analisi, per esempio, una persona sola spende mediamente 337 euro al mese per alimentari e bevande, contro i 266 euro pro capite di una coppia. Per abitazione e bollette, la spesa sostenuta da chi vive solo è superiore di oltre il 60% rispetto a quella pro capite di una coppia.

Con un solo reddito, infine, c'è meno spazio per gestire un imprevisto. Per questo, la pianificazione può richiedere qualche attenzione in più: monitorare il peso delle spese fisse, preservare un margine di risparmio un po’ più consistente e costruire una riserva adeguata per gli imprevisti sono tutti accorgimenti che possono contribuire a rendere il bilancio più resistente anche quando qualcosa va storto.

Come adattare la pianificazione finanziaria alla fase della vita

La pianificazione finanziaria non è qualcosa che si definisce una volta per tutte. Quando le cose cambiano, può avere senso fare un check anche a livello finanziario: sì, perché una convivenza, la nascita di un figlio, una separazione, un cambiamento lavorativo o l’approssimarsi della pensione possono modificare entrate e uscite, obiettivi, rischi e necessità di protezione.

Pianificare significa anche gestire le risorse con attenzione e responsabilità: quel principio che il nostro codice civile continua a chiamare, con una formula un po’ d’altri tempi, “diligenza del buon padre di famiglia”. Leggi il nostro articolo dedicato per approfondire.

Potremmo pensare alla pianificazione come a uno strumento che ha bisogno di un tagliando periodico, per capire per esempio:

  • se il budget rispecchia ancora la situazione attuale;
  • se la riserva per gli imprevisti è adeguata;
  • se gli obiettivi di risparmio e investimento sono cambiati;
  • se sono cambiate le esigenze previdenziali e assicurative o il tempo a disposizione per raggiungere i vari obiettivi.

Quando le risorse sono condivise, poi, c’è un elemento in più cui guardare: un franco e sereno confronto sulle priorità. Non necessariamente tutti i componenti di una famiglia attribuiscono la stessa importanza agli stessi obiettivi e trovare un equilibrio tra progetti comuni e autonomia individuale fa parte della pianificazione.

Insomma, il piano migliore è quello capace di evolvere insieme alle persone per le quali è stato costruito.

Qualunque sia la forma della tua famiglia, conoscere entrate e uscite è il primo passo per organizzare le risorse in modo più consapevole e definire obiettivi realistici. Se vuoi approfondire, scopri come costruire e gestire il bilancio familiare nella nostra guida completa.

Domande e risposte su famiglie che cambiano e pianificazione

Quante famiglie in Italia saranno composte da una sola persona nel 2050?

Secondo lo scenario mediano Istat, nel 2050 le persone che vivono sole potrebbero essere 11,6 milioni, pari al 42% delle famiglie, contro circa 10 milioni e il 37,5% del 2025.

Perché in Italia si fanno sempre meno figli?

La denatalità dipende da diversi fattori. Istat segnala, tra gli altri, la diminuzione del numero di persone in età riproduttiva e la tendenza a posticipare la formazione della famiglia e la nascita dei figli. Le previsioni indicano che nei prossimi decenni le coppie con figli continueranno a diminuire.

Quanto costa vivere da soli rispetto a vivere in coppia o in famiglia?

Secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Istat, per una persona sola il costo della vita pro capite è mediamente superiore del 40% rispetto a quello di chi vive in coppia. Il motivo è soprattutto nelle economie di scala: molte spese non diminuiscono in proporzione al numero di persone che vivono sotto lo stesso tetto.

Come cambia la pianificazione finanziaria se si vive da soli?

Con un solo reddito diventa importante tenere sotto controllo il peso delle spese fisse e costruire una riserva per gli imprevisti. Viene infatti meno la possibilità di distribuire tra più persone l’impatto di una spesa imprevista o di una riduzione delle entrate.

Cosa cambia nella gestione economica con una famiglia ricostituita?

In una famiglia ricostituita coesistono più esigenze: ci sono obiettivi comuni e responsabilità economiche derivanti da relazioni precedenti. Può quindi essere utile stabilire quali spese condividere, come organizzare il risparmio e come conciliare gli obiettivi della nuova famiglia con quelli legati, per esempio, ai figli.

Ogni quanto conviene rivedere il proprio piano finanziario?

Non esiste una frequenza valida per tutti. È utile fare un controllo periodico e soprattutto rivedere la pianificazione quando intervengono cambiamenti importanti nella propria vita, come una convivenza, la nascita di un figlio, una separazione, un cambiamento lavorativo o l’avvicinarsi della pensione.

Ricapitolando

Le famiglie italiane stanno cambiando: secondo le previsioni Istat, aumentano le persone che vivono sole, diminuiscono le coppie con figli e cresce il peso della popolazione anziana.

Cosa hai imparato? Facciamo il punto insieme.

  • Nel 2050, le persone sole potrebbero essere 11,6 milioni, pari al 42% del totale delle famiglie.
  • Composizioni familiari diverse comportano esigenze economiche differenti: cambiano la distribuzione delle spese, gli obiettivi di risparmio e investimento e le necessità di protezione.
  • Vivere da soli significa rinunciare ad alcune economie di scala: secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Istat, il costo della vita pro capite è mediamente superiore del 40% rispetto a quello di chi vive in coppia.
  • Separazioni, nuove convivenze e famiglie ricostituite possono modificare equilibri economici già consolidati e rendere necessario rivedere la gestione delle risorse.

In definitiva, la pianificazione finanziaria non è statica: budget, risparmio, investimenti, previdenza e protezione possono – e, anzi, devono – essere adattati alla situazione e rivisti a cadenza periodica, per sincerarsi che siano realmente in linea con le vere e profonde esigenze della famiglia. Qualunque siano la sua storia, il suo percorso e la sua composizione.

Articolo realizzato in collaborazione con FEduF

Le informazioni contenute negli articoli sono prodotte da Banca Mediolanum in collaborazione con FEduF, escludono qualsiasi forma di consulenza e hanno scopo puramente informativo.

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