
Redazione CosaConta
È la fase in cui i mercati hanno paura che l'entusiasmo per i titoli AI sia eccessivo e le persone iniziano a vendere... Ma che effetti ha sulla vita di tutti i giorni?
Sommario
- Intelligenza Artificiale tra entusiasmo e dubbi - Vai
- AI scare trade: perché ne hai sentito parlare? - Vai
- Cos’è l’AI scare trade? - Vai
- Innovazione e paure: è la prima volta che succede? - Vai
- Perché l’IA può generare timori nei mercati? - Vai
- L’Intelligenza Artificiale è solo una moda? - Vai
- Cosa significa tutto questo per te? - Vai
- Riassumendo - Vai
Intelligenza Artificiale tra entusiasmo e dubbi
È un fatto: l’Intelligenza Artificiale è uno dei temi più discussi dell’economia globale. Se ci pensi, fa già parte della tua vita digitale di tutti i giorni.
- Quando utilizzi strumenti di Intelligenza Artificiale generativa per chiedere spiegazioni su un certo argomento di studio, riassumere un testo lungo oppure trovare idee per un progetto.
- Quando le piattaforme digitali ti suggeriscono contenuti personalizzati, come un video, una playlist o un prodotto che potrebbe interessarti, sulla base di ciò che hai già guardato o ascoltato.
- Quando usi servizi online che automatizzano alcune attività, come la traduzione immediata di un messaggio, i sottotitoli automatici nei video o gli assistenti vocali che trasformano la voce in testo.
In molti casi, si tratta di tecnologie che lavorano dietro le quinte. Ma che siano davanti o dietro le quinte, stanno già cambiando il modo in cui studi, comunichi e utilizzi i servizi digitali. Proprio perché le potenziali applicazioni sono molto ampie, questo set di tecnologie è spesso definito “disruptive”: in grado, cioè, di modificare l’ordine preesistente e di trasformare profondamente l’economia.
Ogni grande innovazione, però, attraversa due fasi. La prima è quella dell’entusiasmo: tutti parlano delle nuove tecnologie e delle loro potenzialità. Poi arrivano i dubbi: chi vincerà la corsa alla trasformazione?
AI scare trade: perché ne hai sentito parlare?
Negli ultimi anni, molte aziende considerate protagoniste dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale – produttori di microchip, società che costruiscono data center o imprese che sviluppano software avanzati – hanno attirato un grandissimo interesse sui mercati. In alcuni casi, il valore delle loro azioni è cresciuto parecchio. Prendi Nvidia, per esempio: è un’azienda che produce i microchip più utilizzati per far funzionare l’Intelligenza Artificiale, ossia i “motori” che consentono ai sistemi di IA di imparare, calcolare e generare contenuti. All’inizio del 2021, un’azione di Nvidia valeva circa 13 dollari; oggi ne vale 1821.
Di fronte a una crescita così impetuosa, è inevitabile che inizino a circolare alcune domande.
- Le aspettative sull’Intelligenza Artificiale sono realistiche?
- Tutte le aziende oggi coinvolte riusciranno davvero a beneficiarne?
- Alcuni modelli di business non rischiano, per caso, di diventare obsoleti?
Questi interrogativi si sono pian piano diffusi fra gli operatori e le operatrici dei mercati, rimanendo tuttavia abbastanza sottotraccia fino al mese di febbraio, quando la presentazione di progetti molto innovativi da parte di alcune società (Altruist, giusto per citare un caso) ha acceso il dibattito: se l’Intelligenza Artificiale diventa sempre più capace di svolgere attività complesse, quali settori potranno beneficiarne davvero e quali, invece, potranno trovarsi sotto pressione?
Sono state anche queste domande a innescare il cosiddetto “AI scare trade”.
Cos’è l’AI scare trade?
L’AI scare trade è la fase che scatta quando alcuni investitori e investitrici decidono di vendere i titoli delle aziende che potrebbero restare indietro nella corsa all’Intelligenza Artificiale. Succede perché, tipicamente, l’entusiasmo iniziale lascia spazio a una domanda più concreta: chi riuscirà davvero a beneficiare di questa rivoluzione tecnologica e chi rischia di perdere terreno?
A febbraio si è visto qualcosa di simile. Il Nasdaq Composite2, uno degli indici più seguiti della Borsa statunitense, ha perso oltre il 3,3% nel mese. E non è un caso che proprio il Nasdaq reagisca – spesso per primo – a notizie di questo tipo: molte aziende protagoniste dell’innovazione tecnologica sono quotate qui. Fra queste, ci sono le cosiddette “Magnifiche Sette” (Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Nvidia, Tesla e Meta), un gruppo di grandi società tecnologiche che negli ultimi anni ha attirato molta attenzione sui mercati proprio per il ruolo giocato nello sviluppo delle nuove tecnologie, compresa l’IA.
Nei giorni dell’AI scare trade di febbraio, ti sarà forse capitato di vedere titoli e commenti anche fuori dalle classiche pagine economiche dei giornali di settore: articoli su aziende “sotto pressione”, discussioni infinite sull’Intelligenza Artificiale e magari pure qualche grafico che sui social mostrava i movimenti improvvisi dei titoli.
In seguito, l’“allerta” è un po’ scemata. Ma sempre più aziende stanno introducendo l’Intelligenza Artificiale nei loro prodotti e processi e, quando una tecnologia promette di cambiare profondamente il modo in cui le imprese lavorano e fanno profitti, è normale che qualche dubbio rimanga sotto la superficie, continuando ad agitare i mercati.
Se ne sentirai ancora parlare, quindi, non ti preoccupare: è naturale.

Innovazione e paure: è la prima volta che succede?
No. Fenomeni simili si sono verificati molte volte nella storia delle innovazioni tecnologiche.
Alcuni esempi noti?
- Internet negli anni Novanta: molte aziende legate alla rete registrarono crescite assai rapide in Borsa, seguite poi da fasi di forte correzione.
- Smartphone e tecnologia mobile: all’inizio non era chiaro quali aziende avrebbero dominato il mercato.
- E-commerce: alcune società sono cresciute tantissimo, mentre altre sono sparite.
Dinamiche di questo tipo non sono insolite, quando emerge una nuova tecnologia. Succede qualcosa di simile anche nel mondo delle app: non appena spunta una nuova idea, arrivano moltissime applicazioni che promettono di cambiare tutto. All’inizio suscitano grande attenzione; poi, con il tempo, si capisce quali funzionano veramente e quali no. Alcune diventano parte della tua vita quotidiana, altre svaniscono.
Può succedere anche sui mercati finanziari: dopo una fase di grande entusiasmo, arriva il momento in cui si cerca di capire quali aziende riusciranno davvero a trasformare una tecnologia promettente in risultati concreti e, soprattutto, quali sopravvivranno con successo alla trasformazione. Prendono corpo dubbi e timori, appunto. D’altra parte, le grandi trasformazioni non seguono mai un percorso lineare e spesso alternano fasi di entusiasmo e di aspettative molto alte a momenti di maggior cautela.
Perché l’IA può generare timori nei mercati?
Una delle ragioni riguarda il potenziale impatto dell’Intelligenza Artificiale su alcuni modelli di business. Se una tecnologia permette di svolgere alcune attività in modo più efficiente, alcune aziende possono beneficiarne molto, mentre altre potrebbero trovarsi a dover cambiare rapidamente il proprio modo di operare.
In termini economici, questo può tradursi in:
- nuove opportunità per alcune imprese;
- maggior pressione competitiva per altre.
Un esempio in un ambito diverso dalla tecnologia può aiutare a capire il meccanismo: quando in una città aprono molti ristoranti dello stesso tipo nello stesso periodo, all’inizio c’è grande euforia e tutti sembrano destinati ad avere successo. Con il tempo, però, l’utenza inizia a scegliere. E seleziona quelli che riescono davvero a distinguersi.
Ora facciamo un passo indietro: cos’hanno in comune le immagini futuristiche sull’IA e le foto delle prime fabbriche che hai visto sfogliando i libri di storia? Molto più di quanto tu possa immaginare. Quando è arrivata l’elettricità, le fabbriche non sono sparite: sono diventate più produttive. Chi ha continuato a usare il vapore ha perso competitività, e quindi un’occasione.
L’Intelligenza Artificiale è solo una moda?
No, anzi. Molti analisti e analiste ritengono che l’Intelligenza Artificiale rappresenti un Megatrend, cioè una trasformazione profonda destinata a influenzare economia e società per molti anni. Un cambiamento strutturale, insomma.
Fra i precedenti più citati degli ultimi decenni, ci sono:
- la diffusione di Internet;
- l’evoluzione degli smartphone.
Sono innovazioni che non hanno avuto un percorso sempre coerente. Tuttavia, nel lungo periodo hanno cambiato in modo significativo il modo in cui studi, lavori, consumi, comunichi.
Cosa significa tutto questo per te?
Quando intercetti notizie su una particolare agitazione dei mercati finanziari, indipendentemente dalla causa che l’ha provocata, la cosa in assoluto più importante per te è mantenere uno sguardo equilibrato.
Ricorda:
- i mercati cercano sempre di anticipare quello che potrebbe succedere, per questo i prezzi spesso cambiano prima che le notizie trovino riscontro nella realtà. È un po’ come quando prenoti un viaggio per l’estate: se tutti pensano che una destinazione sarà molto richiesta, i prezzi degli hotel cominceranno a salire già mesi prima;
- anche nello stesso settore, alcune aziende possono crescere molto, mentre altre potrebbero incontrare qualche difficoltà in più;
- concentrarsi su pochi titoli o su un unico tema può aumentare il rischio.
Per questo motivo senti spesso parlare di diversificazione, cioè della scelta di distribuire i risparmi tra strumenti, settori e aree geografiche differenti. È una strategia tipica degli investimenti bene impostati, perché può aiutare a gestire il rischio in modo più equilibrato.
Allo stesso tempo, è utile leggere le notizie economiche con spirito critico: titoli molto allarmistici o molto entusiastici spesso riflettono le emozioni di chi racconta il momento, più che la vera sostanza.
Riassumendo
L’AI scare trade è quella fase in cui i mercati passano dall’entusiasmo alla prudenza rispetto alle aziende a vario titolo collegate all’Intelligenza Artificiale, o che comunque potrebbero risentire delle sue trasformazioni.
Dinamiche simili si sono già verificate in passato: le hai viste in atto con altre innovazioni tecnologiche. Del resto, le trasformazioni profonde dell’economia non seguono quasi mai un percorso lineare.
Queste fasi fanno spesso parte del processo e segnalano che i mercati stanno cercando di capire quali modelli di business funzioneranno veramente nel lungo periodo.
Quando si leggono notizie come queste, la cosa più utile che puoi fare è mantenere uno sguardo critico e non farti prendere dall’entusiasmo o dalla paura. Le scelte che riguardano i tuoi risparmi meritano sempre un momento di riflessione, lontano dalle emozioni del momento.





