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Redazione CosaConta

Aggiornato al 27 agosto 2026

Dai libri di testo alle attività extra: il rientro a scuola è una delle principali spese dell’anno per molte famiglie. Ecco quanto pesa sul bilancio e come pianificarla senza farsi cogliere alla sprovvista.

Settembre è il mese della ripartenza e il portafoglio può risentirne. Ma i costi legati alla scuola sono in gran parte prevedibili ed è possibile pianificarli con anticipo. Scopri quali sono le spese più importanti, perché continuano ad aumentare e come organizzarti per affrontarle con più serenità.

Le voci di spesa del rientro a scuola: cosa pesa di più sul bilancio

Le città si ripopolano, le vacanze finiscono, il calendario inizia a riempirsi di nuovi impegni. Sono tutti segnali inequivocabili: la campanella sta per suonare di nuovo e milioni di ragazze e ragazzi si preparano a tornare tra i banchi di scuola.

Settembre ha il sapore della ripresa, ma è anche uno dei mesi più impegnativi per il bilancio familiare. Tornare a scuola significa acquistare i libri di testo, reintegrare il materiale scolastico – zaini, astucci, quaderni e cancelleria – ma anche affrontare altre spese “collaterali”: la mensa (circa 87/89 euro a famiglia nel 2025/2026, in aumento rispetto all’anno precedente) e i trasporti verso la scuola (i costi variano a seconda di dove si abita e come ci si muove: in auto, con lo scuolabus o con i mezzi pubblici) A tutto questo, per molti ragazzi, si aggiungono le attività sportive o extrascolastiche.

Sono costi che si sommano alle altre uscite ricorrenti della famiglia, come quelle legate all’abitazione, di cui parliamo nel nostro approfondimento dedicato ai costi dell’abitare.

Quelle legate al rientro non sono uscite impreviste: arrivano puntuali ogni anno e, proprio per questo, possono essere pianificate. Eppure, come mostrano gli ultimi monitoraggi delle associazioni dei consumatori, anche per l’anno scolastico 2026/2027 il costo del ritorno a scuola continua a incidere in modo significativo sul bilancio delle famiglie. Il motivo è semplice: più che una singola spesa, si tratta di tante uscite che si concentrano nell’arco di poche settimane.

Alcune sono inevitabili, altre possono essere contenute con un po’ di organizzazione e qualche scelta consapevole. Capire dove finiscono davvero i soldi è il primo passo per affrontare il rientro senza farsi cogliere impreparati.

Libri di testo: la voce più pesante (e più imprevedibile)

Alcune spese si possono spalmare nel corso dell’anno (per esempio, quelle per la cancelleria), ma altre arrivano in blocco a settembre: tra queste ci sono i libri di testo, che, specialmente per gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie, rappresentano quasi sempre la voce più onerosa, sia per il numero dei volumi richiesti sia perché il costo può variare sensibilmente da una classe all’altra.

In alcuni casi è possibile contenere la spesa acquistando libri usati, verificando la disponibilità di testi già presenti in famiglia tra fratelli o sorelle (a patto che le edizioni non siano state nel frattempo aggiornate) oppure partecipando ai mercatini organizzati da scuole e associazioni. Vale inoltre la pena di informarsi sull’eventuale disponibilità di voucher o contributi regionali destinati proprio all’acquisto dei libri scolastici, che approfondiremo più avanti.

Ma il costo dei libri non è sempre prevedibile con largo anticipo. Nuove adozioni, cambi di edizione o aggiornamenti dei programmi possono infatti modificare la lista dei testi richiesti e incidere sulla spesa finale.

Zaino, astuccio e materiale didattico: tra necessità reali e fascino dei marchi

Per quanto onerosa possa essere la spesa, i libri sono solo l’inizio. Al loro costo si aggiunge quello del corredo scolastico: zaino, astuccio, quaderni, penne, matite, colori, raccoglitori, calcolatrici e tutto il materiale necessario per affrontare il nuovo anno.

Molti di questi acquisti lasciano spazio alla componente emotiva, che per molti genitori significa dover gestire richieste legate ai marchi, ai personaggi del momento o alle mode imperanti fra i compagni e le compagne di classe. Tutte cose che possono far lievitare il conto senza modificare in modo sostanziale la funzionalità del prodotto. Non significa che si debba rinunciare a qualunque sfizio: distinguere però ciò che è davvero necessario da ciò che è semplicemente l’onda del momento può aiutare a contenere la spesa senza compromettere la qualità del materiale acquistato.

Come spesso accade, il costo del rientro non dipende tanto da un solo acquisto particolarmente oneroso, ma dalla somma di tante piccole voci che, concentrate tra la fine dell’estate e l’inizio di settembre, finiscono per incidere in modo significativo sul bilancio familiare.

Perché il rientro a scuola costa sempre di più

Se ogni anno il ritorno a scuola sembra costare un po’ di più, non è soltanto una tua sensazione: l’aumento della spesa è reale e dipende da diversi fattori.

Il primo è l’inflazione. Secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat, a giugno 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo è cresciuto del +3,2% su base annua, un livello ancora al di sopra dell’obiettivo della Banca Centrale Europea e che continua a riflettersi sul costo di molti beni e servizi acquistati dalle famiglie. Carta, prodotti di cancelleria, trasporti e altri beni legati alla scuola non fanno eccezione.

Ma c’è dell’altro. Per quanto riguarda i libri di testo, per esempio, il costo può aumentare anche a causa dell’introduzione di nuove edizioni o della sostituzione di alcuni volumi adottati dagli insegnanti. Tutti elementi che rendono più difficile ricorrere al mercato dell’usato e costringono, in alcuni casi, ad acquistare libri nuovi.

Anche il corredo scolastico segue dinamiche particolari. Zaini, astucci e cancelleria sono sempre più spesso influenzati dalle mode del momento, dai personaggi più popolari e dalle campagne di marketing dedicate al rientro a scuola. La differenza di prezzo tra un prodotto essenziale e uno griffato può essere significativa, pur svolgendo la stessa funzione.

Secondo il monitoraggio 2026 dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ipotizzando l’acquisto di materiale nuovo, per procurarsi il corredo scolastico (più i “ricambi”) quest’anno ogni famiglia spenderà in media 673,60 euro, con un aumento del +2,3% rispetto al 2025. Le voci più care si confermano quelle relative allo zaino, specialmente se si sceglie la versione hi-tech, con power bank integrato, per poter ricaricare i vari dispositivi.

Ma attenzione anche ai libri di testo: per ogni studente e studentessa, si spenderanno 545,66 euro in media per i testi obbligatori, più due dizionari. La variazione rispetto al 2025 è del +1,6%. E le spese risultano particolarmente elevate per chi inizia un nuovo ciclo di studi (prima media e prima superiore).

Ai costi per il corredo e i testi scolastici vanno poi sommati quelli per gli eventuali dispositivi tecnologici e abbonamenti: pc, webcam, microfono, antivirus, programmi di base. Costi che possono superare i 421 euro e che salgono ancora che si aggiunge l’attivazione di una connessione internet dedicata e – novità del monitoraggio di quest’anno – l’abbonamento a una piattaforma di Intelligenza Artificiale.

Sommando corredo scolastico, libri di testo e dotazione tech, puoi quindi facilmente arrivare a 1.640 euro circa per studente/studentessa (al netto dell’eventuale connessione internet dedicata e dell’eventuale abbonamento a servizi IA): una cifra importante, soprattutto se in famiglia i ragazzi e le ragazze che studiano sono più d’uno.

studenti tornano a scuola

Rientro a scuola: comprare prima conviene davvero?

Verrebbe spontaneo pensare di sì. Del resto, per molti acquisti vale una regola abbastanza semplice: aspettare la fine della stagione per trovare prezzi più bassi. Con il materiale scolastico, però, non funziona sempre così. Articoli come grembiuli, zaini o astucci non sono sempre prodotti destinati a “passare di moda”. E, sicuramente, non scadono.

Pensaci: potresti trovare in saldo lo zaino di un film d’animazione o di un videogame che cinque anni fa andava tantissimo e adesso decisamente meno. Un grembiule invenduto a ottobre, però, ha ottime probabilità di trovare casa l’anno successivo. Per questa ragione, il suo prezzo è meno “elastico”: i rivenditori hanno meno interesse a praticare forti sconti per liberare il magazzino, come invece accade per altri prodotti stagionali o deperibili (i panettoni natalizi o le colombe pasquali, giusto per fare due esempi).

Acquistare con anticipo, quindi, può essere una buona strategia per distribuire meglio la spesa, evitare la corsa dell’ultimo minuto o trovare una maggiore disponibilità di modelli e taglie: non è detto, però, che significhi automaticamente spendere meno.

Insomma, quando si parla di materiale scolastico, acquistare in anticipo è soprattutto una questione di organizzazione, non necessariamente di risparmio.

Come pianificare la spesa scolastica senza farsi trovare impreparati

Va detto che il rientro a scuola ha una caratteristica che molte altre spese non hanno: sappiamo con largo anticipo che arriverà. E proprio per questo può essere pianificato.

Uno dei modi più semplici per evitare di concentrare tutte le uscite tra agosto e settembre è accantonare una piccola somma ogni mese durante l’anno. Non è necessario mettere da parte cifre elevate: basta distribuire la spesa su dodici mesi. Questo rende molto più semplice affrontare il costo dei libri, del materiale scolastico e delle altre necessità senza mettere sotto pressione il bilancio familiare. È la logica del Soft Saving: risparmiare un po’ per volta per raggiungere un obiettivo senza stravolgere il bilancio familiare.

Se vuoi approfondire questo approccio, puoi leggere il nostro articolo dedicato al Soft Saving.

Anche il mercato dell’usato può rappresentare un valido alleato. Libri di testo, dizionari, zaini e perfino alcuni accessori possono spesso essere acquistati di seconda mano, soprattutto se in buono stato (e, per quel che riguarda i libri, se non superati dalle nuove edizioni). Molte scuole organizzano mercatini dedicati o favoriscono lo scambio dei libri tra studenti, offrendo un’opportunità concreta di risparmio.

Un altro consiglio è evitare gli acquisti d’impulso. Il richiamo di zaini griffati, cancelleria di tendenza e accessori ispirati ai personaggi del momento è forte, soprattutto per i più piccoli. Stabilire insieme una lista di ciò che serve davvero e un budget da rispettare può trasformare il momento degli acquisti in un’occasione per fare anche un po’ di educazione finanziaria.

Infine, vale sempre la pena di informarsi sui contributi disponibili. Molte Regioni e numerosi Comuni mettono infatti a disposizione misure a sostegno delle famiglie proprio per le spese scolastiche.

Verificare per tempo i requisiti e le scadenze può permettere di ridurre sensibilmente la spesa complessiva.

Bonus e agevolazioni per le famiglie: cosa sapere

Per l’anno scolastico 2026/2027 sono previsti diversi strumenti di sostegno, che variano a seconda della Regione o del Comune di residenza. Fra i principali ci sono i voucher scuola, i bonus libri e le borse di studio, destinati soprattutto alle famiglie con determinati requisiti economici. In molti casi, i contributi possono essere utilizzati per acquistare libri di testo, materiale didattico o coprire parte delle spese legate alla frequenza scolastica.

Le modalità di accesso, le scadenze e i criteri di assegnazione non sono uguali in tutta Italia. Alcune Regioni erogano voucher digitali, altre prevedono rimborsi o contributi diretti, mentre i Comuni possono affiancare ulteriori misure a sostegno delle famiglie.

Per questo motivo, il consiglio è di non aspettare l’inizio delle lezioni. Verificare con qualche settimana di anticipo le opportunità disponibili sul sito della propria Regione, del Comune di residenza o della scuola frequentata può fare la differenza e consentire di affrontare il rientro con una spesa più contenuta.

Pianificare le grandi spese aiuta a vivere settembre con più serenità

Il rientro a scuola è solo una delle tante spese che, ogni anno, entrano a far parte del bilancio familiare. Imparare a pianificarle in anticipo permette di affrontarle con maggiore tranquillità e di evitare che incidano troppo sul budget mensile.

Se vuoi capire meglio come organizzare tutte le spese della famiglia durante l’anno, dài un’occhiata alla nostra guida completa al bilancio familiare.

Gestire le spese del rientro a scuola: le domande e le risposte più frequenti – H3

Quanto costa in media il rientro a scuola per una famiglia? Il costo varia in base all’età degli studenti, al numero di figli e alle scelte di acquisto. Stando al monitoraggio 2026 dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ipotizzando l’acquisto di materiale nuovo, ogni famiglia spenderà in media 673,60 euro per il corredo scolastico (più i “ricambi”), ai quali si sommano 545,66 euro a studente per i testi obbligatori (più due dizionari) e oltre 421 euro per i dispositivi tech e i vari programmi. A quest’ultima voce va aggiunta l’eventuale attivazione di una connessione internet dedicata e – novità del monitoraggio 2026 – di un abbonamento a una piattaforma IA. Ci sono poi da considerare mensa, trasporti e attività extrascolastiche.

Quali sono le voci di spesa scolastica più costose? Se si punta al “tutto nuovo”, il corredo scolastico (con i relativi “ricambi”) può diventare una voce di spesa davvero impegnativa. Il problema si risolve riutilizzando in tutto o in parte quel che si è già acquistato in passato. Per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, sono i libri di testo a rappresentare spesso la spesa più rilevante.

Esistono bonus per l’acquisto dei libri scolastici? Sì. Molte Regioni e Comuni prevedono voucher, bonus libri o borse di studio destinati alle famiglie che possiedono determinati requisiti economici. Le modalità di accesso, i requisiti e le scadenze variano da territorio a territorio, quindi è sempre consigliabile consultare i siti istituzionali della propria Regione o del proprio Comune.

Come posso risparmiare sul corredo scolastico? Pianificare gli acquisti con anticipo, confrontare i prezzi, riutilizzare il materiale ancora in buono stato e distinguere ciò che è davvero necessario da ciò che è solo dettato dalla moda sono strategie che possono aiutare a contenere la spesa. Anche l’acquisto di prodotti non griffati permette spesso di risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Perché il costo dei libri scolastici aumenta ogni anno? L’aumento dipende da diversi fattori, tra cui l’inflazione, i costi di produzione e distribuzione e, in alcuni casi, l’introduzione di nuove edizioni o l’aggiornamento dei programmi scolastici, che rendono più difficile ricorrere ai libri usati.

Conviene comprare libri scolastici usati? Se l’edizione richiesta dalla scuola è la stessa e i volumi sono in buone condizioni, acquistare libri usati può ridurre sensibilmente la spesa. Prima dell’acquisto è comunque opportuno verificare che i testi adottati non siano stati sostituiti con nuove edizioni.

Ricapitolando

Il rientro a scuola rappresenta ogni anno una voce di spesa che può diventare significativa per le famiglie italiane. Libri, materiale scolastico e tutto il resto possono incidere in modo significativo sul budget, ma proprio perché si tratta di costi prevedibili è possibile pianificarli con anticipo. Informarsi sulle agevolazioni disponibili e distribuire la spesa nel corso dell’anno permette di affrontare settembre con maggior serenità.

Cosa hai imparato:

  • il rientro a scuola è una spesa composta da molte voci, non solo libri e materiale scolastico;
  • i libri di testo rappresentano spesso il costo più elevato, ma anche mensa, trasporti e attività extrascolastiche incidono sul bilancio familiare; l’aumento dei prezzi dipende da diversi fattori, tra cui inflazione, nuove edizioni dei libri e prodotti griffati;
  • accantonare una piccola somma ogni mese aiuta a distribuire la spesa durante l’anno; acquistare libri usati e confrontare i prezzi del materiale scolastico può ridurre sensibilmente il costo del rientro;
  • prima di acquistare tutto il necessario, conviene verificare se si ha diritto a voucher, bonus o altre agevolazioni previste dalla propria Regione o dal proprio Comune.

Articolo realizzato in collaborazione con FEduF

Le informazioni contenute negli articoli sono prodotte da Banca Mediolanum in collaborazione con FEduF, escludono qualsiasi forma di consulenza e hanno scopo puramente informativo.

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