
Redazione CosaConta
Aggiornato al 14 luglio 2026
Tra ispirazione, confronto sociale e FOMO, i social influenzano il modo in cui viviamo le vacanze più di quanto immaginiamo. E spesso l’impatto si vede soprattutto sul budget.
Sommario
- L’estate del “turismo da contenuti” - Vai
- I numeri 2026: quanto i social influenzano davvero le scelte di viaggio - Vai
- La FOMO da vacanze: il meccanismo psicologico che ci fa spendere di più - Vai
- Perché il confronto sui social agisce più di quanto pensiamo - Vai
- Dove finiscono davvero i soldi in vacanza: le voci di spesa nascoste - Vai
- Come godersi la vacanza senza farsi influenzare (e senza sforare il budget) - Vai
- Domande e risposte - Vai
- Ricapitolando - Vai
Viaggiamo per noi stessi o per scattare foto a prova di feed? Un viaggio tra social, FOMO e abitudini di consumo per capire quanto le vacanze costantemente “condivise” online influenzino davvero le nostre scelte di spesa.
L’estate del “turismo da contenuti”
Con l’arrivo dell’estate, i social iniziano a riempirsi di immagini di viaggi meravigliosi: acque cristalline, piscine a sfioro, cocktail sulla spiaggia al tramonto e camere d’albergo dal design impeccabile. Tanto che la domanda sorge spontanea: andiamo davvero in vacanza per rilassarci, staccare dalla routine e magari scoprire luoghi nuovi? Oppure il nostro obiettivo principale è diventato quello di scattare foto perfette da pubblicare online?
Lo cantava J-Ax già dieci anni fa: “Questo tempo non dà il giusto peso a quello che viviamo: ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo”. Una provocazione, certo. Ma basta dare un’occhiata al tuo feed su Instagram in questo periodo per capire perché quella frase continui a risuonare sorprendentemente attuale.
Ma fino a che punto tutta questa ansia da prestazione sui social influenza davvero il modo in cui viaggiamo e spendiamo i nostri soldi?
I numeri 2026: quanto i social influenzano davvero le scelte di viaggio
Una recente ricerca della piattaforma Visit Italy sostiene che il 75,8% dei turisti pianifica i propri viaggi seguendo una logica da “luoghi da spuntare”, mentre il 71% dichiara di aver scelto almeno una destinazione seguendo trend virali su Instagram e TikTok. Tanto che Ruben Santopietro, fondatore di Visit Italy, parla di “Checklist Era”: una fase in cui il viaggio rischia di trasformarsi in una lista di luoghi da fotografare e condividere più che in un’esperienza di scoperta.
Eppure, alcuni dati raccontano una realtà più sfaccettata. Una ricerca internazionale realizzata da Omio e YouGov mostra che solo il 5% degli intervistati (7.567 persone tra Italia, Spagna, Germania, Regno Unito e Usa) sceglie la meta dei propri viaggi principalmente sulla base dei trend social, mentre per la maggioranza contano soprattutto interessi personali, budget e consigli di amici e familiari.
Chi ha ragione, allora? Probabilmente entrambi: quando si tratta di prenotare, a guidare la scelta sono ancora fattori molto concreti come il budget, i gusti personali e il passaparola. Ma una volta scelta la destinazione, i social spesso influenzano il modo in cui viviamo la nostra vacanza: la scelta dell’hotel esteticamente bello, l’aperitivo nel locale più fotografato, la giornata nella spiaggia “da Instagram” e così via. È proprio in queste spese “accessorie”, più che nella scelta della meta, che il ruolo dei social può farsi sentire sul portafoglio.
Non solo. Oltre al nostro portafoglio, l'effetto dei social si riflette (negativamente) anche sulle destinazioni oggetto dell’hype. Quando migliaia di persone vengono attirate contemporaneamente negli stessi luoghi - diventati virali per qualche ragione - aumenta il rischio di overtourism. Spiagge fino ad allora incontaminate si riempiono di persone (e di spazzatura), i sentieri boschivi diventano congestionati come la tangenziale all’ora di punta, i centri storici di paesini semidimenticati si ritrovano sovraccarichi di auto e pedoni: il tutto con un impatto sulla qualità della vita delle comunità locali e sull’ambiente.
La FOMO da vacanze: il meccanismo psicologico che ci fa spendere di più
Hai presente quella sensazione che provi quando scorri Instagram e vedi amici, amiche, colleghi, colleghe o perfetti sconosciuti in località da sogno mentre tu sei ancora in ufficio? Oppure quando tutti sembrano essere stati su quella terrazza panoramica che tu non hai ancora provato? In psicologia, quella sensazione ha un nome preciso: FOMO, acronimo di Fear of Missing Out, ossia la paura di restare fuori da un’esperienza che le altre persone stanno vivendo.
In estate la FOMO tende ad amplificarsi: le vacanze sono uno dei momenti più condivisi sui social e il confronto con gli altri diventa quasi inevitabile. Il risultato è che, senza accorgertene, potresti iniziare a modificare alcune scelte di spesa: un’escursione “imperdibile”, una cena nel locale del momento, una camera un po’ più costosa ma decisamente più scenografica, magari con una bella vista.
Naturalmente non c’è nulla di sbagliato nel concedersi un’esperienza speciale. Il problema nasce quando smetti di chiederti se quella spesa abbia davvero valore per te e inizi invece a valutarla in funzione di ciò che rappresenta agli occhi degli altri.
Le generazioni più giovani sembrano essere particolarmente esposte a queste dinamiche. Secondo la ricerca Omio-YouGov, il 21% dei GenZ dichiara di percepire una forte aspettativa sociale nel visitare determinati luoghi o pianificare viaggi che meritino di essere condivisi online (mentre tra i Baby Boomer la percentuale scende al 5%). Un segnale che, pur non determinando da sole la scelta della vacanza, le piattaforme social possono contribuire a influenzare le esperienze che scegli di fare e quanto potresti arrivare a spendere pur di farle.
Perché il confronto sui social agisce più di quanto pensiamo
Ora, il confronto sociale non è certo nato con Instagram. Da sempre tendiamo a valutare le nostre scelte osservando quelle degli altri. La differenza è che oggi siamo esposti ogni giorno a centinaia di immagini accuratamente selezionate, ritoccate e condivise da persone che mostrano quasi esclusivamente i momenti migliori delle loro vite.
È una vera e propria trappola, perché siamo portati a confrontare la nostra vita reale con la versione “ripulita” di quella degli altri. E quando la realtà non sembra all’altezza del feed, la frustrazione può farsi pressante. Spingendoci a compensare in diversi modi: riordinando meglio la casa, mangiando meno (o, al contrario, cucinando piatti più instagrammabili). Oppure spendendo di più: un’auto più lussuosa, abbigliamento firmato o, per tornare a noi, viaggi più instagrammabili.
È così che una vacanza pensata per rilassarsi rischia di trasformarsi in una rincorsa continua all'esperienza perfetta. Con un paradosso: finiamo per ritrovarci tutti negli stessi luoghi, negli stessi giorni e a fare le stesse esperienze. Il risultato è che alcune destinazioni diventano sempre più affollate e costose, mentre tantissimi luoghi meno conosciuti — ma altrettanto interessanti — restano fuori dai radar.
Dove finiscono davvero i soldi in vacanza: le voci di spesa nascoste
Quando si pianifica una vacanza, il budget viene costruito quasi sempre attorno alle spese più evidenti: il volo, il treno, l’hotel o l’appartamento, l’eventuale noleggio dell’auto. Sono costi facili da prevedere, anche perché vengono sostenuti prima della partenza e spesso rappresentano la parte più consistente della spesa complessiva.
Stando a una recente indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, nel mese di giugno 2026 i circa 16 milioni di italiani che si sono messi in viaggio hanno destinato le loro spese principalmente ai pasti e al viaggio.
Colpisce soprattutto un dato: viaggio e alloggio insieme rappresentano poco più del 40% della spesa complessiva. Gran parte del budget viene quindi spesa una volta arrivati a destinazione, tra ristoranti, shopping, divertimenti ed esperienze.
Va detto che questi dati fotografano le vacanze di giugno, un mese tradizionalmente caratterizzato da soggiorni più brevi e mete spesso vicine a casa. È quindi possibile che, nel pieno della stagione estiva, il peso dei trasporti aumenti, soprattutto per chi sceglierà destinazioni raggiungibili in aereo o viaggi di lungo raggio.
Al di là dei dati, il tema è che tipicamente, dopo aver pagato il viaggio e l’alloggio, tendiamo a pensare di aver esaurito il grosso delle spese e quindi ci “rilassiamo” un po’. Quello che spesso ci sfugge è che in realtà le spese nascoste e apparentemente più insignificanti sono proprio quelle che rischiano di far deragliare i nostri piani di budget.
Una volta arrivati a destinazione, infatti, entrano in gioco decine di piccole spese che, prese singolarmente, sembrano trascurabili: la cena nel ristorante consigliato da tutti, il beach club più fotografato della zona, il taxi preso per comodità, l’escursione prenotata all’ultimo momento o il supplemento per una camera con una vista migliore.
Molte di queste spese hanno una caratteristica in comune: non nascono da un bisogno reale, ma dal desiderio di rendere l’esperienza più memorabile, più comoda o semplicemente più simile a quella vista online.
Il punto è che spesso tendiamo a considerare questi “extra” separatamente, senza renderci conto del loro impatto sulla spesa complessiva. Cosa vuoi che sia un aperitivo in più? Ma queste piccole cifre, sommate nell’arco di una o due settimane, possono incidere sul budget molto più di quanto immaginiamo.
Per questo, quando si pianifica una vacanza, è utile prevedere fin dall’inizio una quota destinata agli imprevisti e alle spese extra, in modo da evitare brutte sorprese al momento di controllare l’estratto conto al rientro.
Se vuoi approfondire come si costruisce davvero il budget per una vacanza, leggi il nostro articolo sul momento migliore per acquistare i voli.
Come godersi la vacanza senza farsi influenzare (e senza sforare il budget)
Insomma, non è che i social siano il male, anzi: possono essere una fonte preziosa di ispirazione per scoprire posti nuovi e che magari non ti erano venuti in mente. Ma se smettiamo di considerarli come uno strumento utile e iniziamo a usarli come testo sacro delle nostre vacanze, allora sì che rischiano di farci perdere la bussola.
Ma come evitare che la FOMO indotta dai social prenda il sopravvento sul portafoglio? Ecco alcuni semplici accorgimenti.
1. Decidi il budget prima di aprire Instagram. Stabilisci quanto vuoi spendere per la vacanza prima di iniziare a scrollare il feed in cerca di ispirazione. In questo modo saranno le tue disponibilità economiche a guidare le scelte, e non il contrario.
2. Distingui i social dalla realtà. Vedere un luogo affascinante online può essere uno spunto utile. Ma ricordati che tra ciò che viene immortalato sui social e la realtà c’è spesso una bella differenza. Informati bene (magari cercando altre foto o recensioni) per evitare una delusione.
- Lascia spazio agli extra, ma fissando un limite. Aperitivi, escursioni, shopping e attività dell’ultimo minuto fanno parte della vacanza. Prevedere fin dall’inizio una quota dedicata agli extra aiuta a goderseli senza sensi di colpa né brutte sorprese.
4. Tieni traccia delle spese durante il viaggio. Controllare periodicamente quanto stai spendendo è uno dei modi più semplici per evitare che piccoli acquisti impulsivi facciano lievitare le spese a dismisura.
5. Ricorda perché sei partito. Rilassarti, stare con le persone che ami, scoprire un luogo nuovo, staccare dalla routine. Gli obiettivi di una vacanza sono spesso molto più semplici delle immagini che scorrono sullo schermo.
Inoltre, ricordati che Instagram e TikTok possono essere un ottimo punto di partenza, ma non dovrebbero essere l'unico strumento per decidere. Dopo aver scoperto una destinazione, approfondisci: cerca altre foto, leggi recensioni, confronta prezzi e chiediti se quel luogo ti interessa davvero o se ti attira solo perché è diventato virale. Le mete più popolari non sono necessariamente le più belle. Anzi, scegliere destinazioni meno battute permette spesso di vivere esperienze più autentiche, contribuire a distribuire meglio i flussi turistici e, non di rado, spendere meno per alloggi, ristoranti e attività.

Domande e risposte
Cos'è la FOMO e come si manifesta nelle spese di vacanza? La FOMO (Fear of Missing Out) è la paura di sentirsi esclusi da esperienze che altre persone stanno vivendo. In vacanza può tradursi nella tendenza a prenotare attività, ristoranti o esperienze non previste inizialmente, semplicemente perché sembrano imperdibili o particolarmente popolari sui social.
Quanto influenzano davvero i social la scelta delle vacanze degli italiani? Secondo una ricerca realizzata da Omio e YouGov nel 2026, solo una piccola percentuale di viaggiatori dichiara di scegliere la destinazione principalmente in base ai trend social. Tuttavia, i social continuano a influenzare molti aspetti della vacanza, dalle attività da svolgere ai luoghi da visitare, fino alle spese effettuate durante il soggiorno.
Quanto si spende in media per una vacanza in Italia nel 2026? Stando a una recente indagine di Altroconsumo, per andare in vacanza per una settimana in Italia ad agosto 2026 si spendono in media 1.050 euro a coppia – quindi circa 525 euro a testa - solo per alloggio e viaggio.
Come si fa un budget realistico per le vacanze estive? Un budget efficace dovrebbe includere non solo le spese principali, come trasporto e alloggio, ma anche una quota dedicata a pasti, attività, shopping e imprevisti. Stabilire un tetto di spesa prima della partenza aiuta a evitare acquisti impulsivi e a vivere la vacanza con maggiore tranquillità.
Perché in vacanza si tende a spendere più del previsto? Durante le vacanze siamo più propensi a concederci qualche sfizio e a prendere decisioni d'acquisto meno razionali rispetto alla vita quotidiana. Inoltre, molte spese vengono sostenute sul momento e possono sembrare trascurabili se considerate singolarmente. Sommate nell'arco di una o due settimane, però, possono incidere significativamente sul budget finale.
Le esperienze "instagrammabili" costano davvero di più? Non sempre, ma spesso le esperienze più popolari sui social sono associate a servizi premium, location molto richieste o attività esclusive. Questo può tradursi in prezzi più elevati rispetto ad alternative meno conosciute. Per questo è utile valutare ogni spesa in base al valore che ha realmente per noi, e non soltanto alla sua popolarità online.
Ricapitolando
I social possono tornare utili per raccogliere idee di viaggio, ma possono anche di influenzare alcune delle nostre decisioni di spesa in modo più sottile di quanto immaginiamo. Per questo è importante distinguere ciò che desideriamo davvero da ciò che percepiamo come "imperdibile" perché visto online.
Cosa hai imparato:
- I social influenzano le vacanze soprattutto nelle esperienze che scegli di fare, più che nella scelta della destinazione.
- Confrontare la tua vita reale con una versione selezionata e idealizzata di quella degli altri è fuorviante.
- La FOMO (Fear of Missing Out) può spingerti a spendere più del previsto per non perderti le esperienze più viste online.
- Molte spese che incidono sul budget nascono una volta arrivati a destinazione: ristoranti, attività, shopping ed esperienze.
- Pianificare un budget per gli extra aiuta a vivere la vacanza con maggiore serenità.
Perché una vacanza sia davvero riuscita non è detto che debba assomigliare al feed di qualcun altro. È importante piuttosto che rispecchi davvero i tuoi interessi, il tuo budget e il tuo modo di viaggiare. E magari, la risposta più adatta a te è una meta che gli algoritmi non ti avrebbero mai suggerito.





