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Redazione CosaConta

Aggiornato al 28 aprile 2026

Guida completa al 730/2026: novità fiscali, scadenze da segnare e consigli pratici per riempire il precompilato senza fare errori… e ottenere così il rimborso.

Il Modello 730/2026 è sempre più semplice: precompilato, nuove aliquote IRPEF e accesso anche senza datore di lavoro. Ecco novità, scadenze, documenti e consigli pratici per evitare errori e ottenere il rimborso.

La primavera non porta con sé solo un clima più mite e molti pollini nell’aria. Ogni anno, puntuale come un orologio svizzero, torna anche l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi. E se al solo sentir nominare il Modello 730 ti viene da alzare gli occhi al cielo… fermati un attimo. In realtà, è molto più semplice di quanto sembra. E, soprattutto, può farti recuperare dei soldi.

Le novità del Modello 730 nel 2026: cosa cambia quest’anno?

Nel 2026 sono state introdotte alcune novità che vale la pena di conoscere, per evitare errori e, soprattutto, per gestire al meglio eventuali rimborsi o pagamenti. Tanto per cominciare, va ricordato che la dichiarazione del 2026 fa riferimento ai redditi percepiti nel 2025. E che il Modello 730 è la modalità semplificata dedicata tipicamente a dipendenti, co.co.co., lavoratori occasionali o freelance senza partita IVA e pensionati. Ogni anno la compilazione del Modello 730 diventa un po’ più semplice e digitale, con l’obiettivo di aumentare l’autonomia nella compilazione. Vediamo cosa è cambiato nel 2026, facendo particolare attenzione alle scadenze e a cosa controllare prima di premere “invio”.

Dichiarazione semplificata per agevolare il “fai da te”

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione dei redditi precompilata nell’area riservata del proprio sito. Oltre al Modello tradizionale, è disponibile anche una modalità di presentazione semplificata: le informazioni vengono proposte con un linguaggio più chiaro e organizzate in un percorso guidato, che ti accompagna passo dopo passo nella compilazione. Ti basterà confermare, modificare o integrare i dati: le informazioni inserite verranno riportate automaticamente nei campi corrispondenti del Modello 730.

Il Modello precompilato contiene già molte informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate, tra cui:

  • i dati della Certificazione Unica inviata dal tuo sostituto d’imposta (familiari a carico, redditi da lavoro dipendente o da pensione, ritenute IRPEF);
  • gli oneri deducibili o detraibili (spese sanitarie, interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, spese di istruzione);
  • alcune informazioni già presenti nella dichiarazione dell’anno precedente, come i dati di terreni e fabbricati e gli oneri che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali (come le spese sostenute negli anni precedenti per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per l’arredo degli immobili ristrutturati, ecc.).

Tutto questo si traduce in meno lavoro manuale per te (e meno possibilità di errori o dimenticanze). Ma l’utilizzo del Modello precompilato non è obbligatorio: si può anche presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il Modello 730 o il Modello REDDITI).

Meno scontrini volanti

Per le spese mediche, non è più necessario portare con sé scontrini, ricevute e fatture (per esempio se ti rivolgi a un CAF): se le spese risultano già registrate, basterà stampare il riepilogo dal portale del Sistema Tessera Sanitaria. Restano però necessari gli scontrini originali per le spese che non risultano presenti nel prospetto del Sistema Tessera Sanitaria.

Puoi fare il 730 anche senza datore di lavoro

Oggi il Modello 730 può essere utilizzato anche da chi non ha un datore di lavoro o un ente pensionistico. Puoi dunque usare il 730 anche se, per esempio, hai cambiato lavoro, sei temporaneamente senza occupazione o percepisci redditi occasionali. In questi casi, gli eventuali rimborsi arrivano direttamente sul tuo conto corrente, anche se i tempi sono leggermente più lunghi rispetto a dipendenti e pensionati: indicativamente, gli importi verranno versati dall’Agenzia delle Entrate tra dicembre 2026 e gennaio 2027. Eventuali imposte da pagare vengono gestite invece tramite F24.

IRPEF

Nel 730\2026 troviamo la conferma dell’Irpef suddivisa in tre aliquote: sono in pratica gli stessi identici scaglioni che avevamo già trovato nel 730 dello scorso anno (relativo all’anno di imposta 2024).

  • Fino a 28.000 euro aliquota al 23%;
  • da 28.001 a 50.000 euro aliquota al 33%;
  • oltre i 50.000 euro aliquota al 43%.

Aggiustamenti sulle detrazioni

Nel 2026 vengono introdotti alcuni aggiornamenti sulle detrazioni – cioè, le riduzioni sull’IRPEF lorda dovuta. Queste fra quelle principali.

  • La detrazione base per i redditi da lavoro dipendente sale a 1.955 euro (dai precedenti da 1.880) per chi ha un reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro.
  • Per i figli sotto i 21 anni non c’è più la detrazione IRPEF ordinaria (è stata sostituita dall’Assegno Unico Universale), mentre per i figli tra i 21 e i 30 anni torna la detrazione fino a un massimo di 950 euro, che si riduce progressivamente all’aumentare del reddito del genitore (e si azzera sopra i 95.000 euro di reddito).
  • Per figli a carico over 30, infine, la detrazione spetta solo in caso di disabilità.

730 precompilato 2026: da quando è disponibile

Venendo alle tempistiche, a partire dal 30 aprile 2026 il tuo 730 precompilato sarà disponibile online nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, ma in modalità di sola consultazione, per consentirti di controllare i dati. Solo dal 20 maggio sarà possibile fare eventuali modifiche e inviare la tua dichiarazione dei redditi. Ricordati che per accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate dovrai utilizzare la tua SPID, oppure autenticarti tramite la tua Carta di identità elettronica o la tua Carta nazionale dei servizi (la tessera sanitaria, per intenderci). Ecco le principali date da tenere a mente per la dichiarazione dei redditi 2026.

  • Dal 30 aprile 2026: 730 precompilato disponibile in modalità consultazione.
  • Dal 20 maggio 2026: il Modello passa allo stato modificabile: puoi accettare o integrare prima di inviarlo.
  • 31 maggio 2026: è l’ultima data utile per inviare il 730 se vuoi ricevere il rimborso nella busta paga di luglio (o nel cedolino della pensione di agosto/settembre).
  • 22 giugno 2026: termine ultimo per annullare un 730 già inviato (se ci si accorge di aver commesso un errore) e presentarne uno nuovo da zero.
  • 30 settembre 2026: scadenza finale per l’invio del 730 precompilato online, ma anche per fare la dichiarazione ordinaria presso un CAF o dal commercialista.
  • 26 ottobre 2026: scadenza per l’invio del “730 integrativo”, a favore dei contribuenti: ti permette di modificare un Modello 730 già inviato e si usa per esempio se hai dimenticato di inserire qualche spesa detraibile, come le spese mediche.

Cosa succede se si supera la scadenza del 730?

Se “buchi” la scadenza del 30 settembre, niente panico: non tutto è perduto. Però non potrai più utilizzare questo Modello per dichiarare i redditi. Fino al 2 novembre 2026 potrai optare per il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Modello Unico): si allungano, però, i tempi dei rimborsi. Superata anche la data del 2 novembre, hai ancora tre mesi di tempo – fino alla fine di gennaio 2027 – per regolarizzare la tua posizione attraverso la dichiarazione tardiva: questa comporta una sanzione fissa di 250 euro, che tuttavia può scendere a soli 25 euro tramite il cosiddetto “ravvedimento operoso”, cioè se viene pagata insieme alla presentazione della dichiarazione.

Documenti necessari per il 730/2026: cosa raccogliere prima

Prima di iniziare la compilazione del 730, è utile raccogliere tutti i documenti necessari. Averli sottomano ti aiuterà anche se utilizzi il Modello precompilato, per evitare dimenticanze e perdite di tempo. Ecco una lista dei documenti da preparare.

Dati personali

  • Carta di identità e codice fiscale (tuoi e, nel caso, del tuo coniuge o della tua coniuge e dei tuoi figli) .
  • Tessera sanitaria.
  • Eventuale certificato di invalidità.

Dati sui redditi

  • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, nonché eventuali dichiarazioni integrative.
  • Certificazione Unica (CU). È il documento fornito tipicamente dal tuo datore di lavoro o dall’INPS (dovrebbe avertelo dato entro la metà di marzo): contiene i dati sui redditi percepiti tramite il tuo lavoro da dipendente o attraverso la pensione, e le ritenute già versate.

Spese detraibili e deducibili

  • Spese sanitarie. Se hai scontrini e fatture per visite mediche, farmaci, esami diagnostici e prestazioni sanitarie che non compaiono sul portale del Sistema Tessera Sanitaria.
  • Mutuo. Certificazione degli interessi passivi pagati per il mutuo abitazione principale.
  • Affitto. Contratto di locazione e ricevute dei pagamenti: in alcuni casi è prevista una detrazione.
  • Spese di istruzione. Ricevute per scuola, università, mensa scolastica e altre spese legate alla formazione.
  • Bonus edilizi e ristrutturazioni. Fatture e ricevute dei lavori effettuati, oltre ai bonifici “parlanti” utilizzati per i pagamenti (necessari per ottenere le detrazioni).
  • Assicurazioni e previdenza. Dichiarazione rilasciata dalla compagnia d’assicurazione attestante il versamento di premi detraibili per le assicurazioni sulla vita, contro gli infortuni o aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% o di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana e premi finalizzati alla tutela delle persone con disabilità grave. Dichiarazione attestante il versamento di contributi alle forme pensionistiche complementari.
  • Altri documenti utili. Spese per attività sportive dei figli, erogazioni liberali (donazioni), eventuali certificazioni per familiari a carico.

Preparare tutto in anticipo ti permette di compilare il 730 in modo più rapido e completo, riducendo il rischio di dimenticare spese che potrebbero farti ottenere un rimborso.

Come funziona il 730 precompilato: guida passo per passo

Ma come si fa, concretamente, a compilare la dichiarazione dei redditi? Se usi il 730 precompilato, ti accorgerai che è più semplice di quanto sembri: il sistema ti accompagna in un percorso guidato, in cui puoi visualizzare la dichiarazione, controllare i dati già caricati, integrare eventuali informazioni mancanti e, infine, inviarla online. Vediamo insieme tutti i passaggi necessari.

    1. Accedi all’area riservata. Entra (con SPID, CIE o CNS) nella sezione dedicata alla dichiarazione precompilata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
    1. Controlla i dati già inseriti. Troverai molte informazioni già caricate, come redditi, ritenute e diverse spese detraibili o deducibili.
    1. Integra le spese mancanti o correggi gli errori. Se qualcosa non è presente o non è corretto, puoi modificarlo direttamente prima dell’invio. Se invece i dati caricati sono già corretti e completi, puoi confermare il Modello così com’è. L’accettazione senza modifiche ha un grande vantaggio: non sarà effettuato alcun controllo documentale sugli oneri detraibili e deducibili. In caso di modifica, invece, l’Agenzia delle Entrate si riserva il diritto di verificare scontrini o ricevute in un secondo momento.
    1. Indica il sostituto d’imposta, se presente. Se presenti il 730 tramite il sito web dell’Agenzia e hai un datore di lavoro o un ente pensionistico che effettuerà il conguaglio, devi inserirne i dati.
    1. Invia la dichiarazione. Una volta completati i controlli, puoi trasmettere il Modello online (cliccando “invia”) e conservare la ricevuta dell’invio.

Come accedere con SPID, CIE o CNS

Per entrare nella tua area riservata devi utilizzare una credenziale digitale valida: SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) oppure Carta nazionale dei servizi (CNS). Sono le modalità di accesso indicate dall’Agenzia delle Entrate per consultare e gestire la dichiarazione precompilata.

  • Con SPID accedi con l’identità digitale che usi già per molti servizi online della Pubblica amministrazione: inserisci codice fiscale e password e procedi all’autenticazione tramite le modalità previste dal tuo gestore dell’identità digitale (tipicamente codice OTP o notifica sul tuo smartphone).
  • Con CIE entri usando la Carta d’identità elettronica. Esistono due strade. Da uno smartphone con tecnologia NFC (Near Field Communication): dovrai attivare l’NFC, scaricare l’app CieID e tenere a portata di mano la tua Carta di identità elettronica e il PIN di 8 cifre (hai ricevuto le prime 4 cifre in Comune al momento dell’attivazione della carta e le ultime 4 cifre per posta direttamente a casa). Per accedere all’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, clicca su “Entra con Cie”, inserisci le prime 4 cifre del PIN, avvicina la Carta d’identità al lettore NFC sul tuo smartphone e inserisci le ultime 4 cifre del PIN quando richiesto. o Da personal computer (senza NFC): ti servirà un lettore NFC o smart card, oltre a un software installato e la tua CIE con codice PIN.
  • Con CNS puoi autenticarti tramite la tessera sanitaria abilitata, ma anche qui ti serviranno un lettore smart card USB e i driver necessari installati sul tuo personal computer. Per accedere, dovrai inserire la CNS nel lettore, cliccare su “Entra con CNS” dal sito dell’Agenzia delle Entrate, effettuare l’autenticazione e inserire il PIN.
immagine 730

Cosa verificare prima di confermare l’invio

Il Modello è precompilato, ma non è detto che sia perfetto. Prima di inviare, meglio prendersi cinque minuti per controllare i dati. Anche perché una verifica in più potrebbe farti avere un rimborso più alto. Prima di confermare, dunque, controlla soprattutto:

  • i dati anagrafici (nome, codice fiscale, residenza);
  • i redditi indicati e le relative ritenute;
  • le spese detraibili o deducibili già presenti, come spese sanitarie, mutuo, assicurazioni o istruzione;
  • i dati del sostituto d’imposta, se deve effettuare il conguaglio;
  • il tuo IBAN, che è essenziale, se devi ricevere un rimborso;
  • l’eventuale presenza di informazioni mancanti da integrare.

730 precompilato vs Modello Redditi: differenze pratiche

Abbiamo analizzato approfonditamente il Modello 730 ma, quando si parla di dichiarazione dei redditi, non è l’unica opzione. In alcuni casi, infatti, è necessario utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche.

Il 730 è la soluzione più semplice e veloce, ma non è adatto a tutti:

  • è pensato per dipendenti, pensionati, liberi professionisti senza partita IVA;
  • permette di ottenere rimborsi direttamente in busta paga o nell’assegno pensionistico;
  • è già in gran parte precompilato.

Il Modello Redditi, invece:

  • è più completo e flessibile e si adatta meglio a chi ha diversi redditi o una situazione complessa;
  • richiede una compilazione più articolata;
  • prevede tempi più lunghi per eventuali rimborsi.

La verità è che non sempre si può scegliere. Optare per il Modello Redditi persone Fisiche (che è poi l’ex Modello Unico) è obbligatorio per esempio se:

  • hai una partita IVA;
  • devi dichiarare redditi d’impresa o di lavoro autonomo;
  • hai situazioni fiscali complesse (es. redditi esteri, alcune plusvalenze, partecipazioni).

Insomma, se la tua situazione è semplice, il 730 è la strada più comoda. Se invece è più articolata, il Modello Redditi diventa obbligatorio.

5 errori da evitare nel 730 (e come impattano sulle tue finanze)

Compilare il 730 è diventato più semplice, ma alcuni errori sono ancora molto comuni e possono avere un impatto diretto sulle tue finanze.

Ecco i principali da evitare.

  • Dimenticare spese detraibili: significa perdere un rimborso a cui avresti diritto.
  • Inserire dati incompleti o errati: può portare a controlli o richieste di integrazione.
  • Non dichiarare tutti i redditi: anche piccoli importi contano. L’omissione può comportare sanzioni.
  • Non verificare il precompilato: i dati sono molti, ma non sempre completi o aggiornati.
  • Inviare senza controllare: un ultimo controllo richiede pochi minuti, ma può evitare problemi dopo.

Se hai qualche dubbio o la tua situazione non è semplicissima, puoi rivolgerti a un CAF o a un commercialista. Un supporto può aiutarti a evitare errori e a sfruttare al meglio le detrazioni disponibili, soprattutto se hai più di un reddito (magari con contratti diversi), detrazioni complesse o variazioni nel nucleo familiare o nel patrimonio immobiliare, per esempio se nell’ultimo anno hai cambiato casa.

Domande frequenti (FAQ)

Quali sono le principali novità del 730 nel 2026? Diventa strutturale la riduzione da quattro a tre degli scaglioni di reddito e delle corrispondenti aliquote. Inoltre, vengono rimodulate le detrazioni per redditi da lavoro dipendente e le detrazioni per figli a carico.

Da quando è disponibile il 730 precompilato 2026? Dal 30 aprile 2026 è disponibile in consultazione, mentre dal 20 maggio 2026 può essere modificato e inviato.

Qual è la scadenza del 730 precompilato 2026? La scadenza per l’invio è il 30 settembre 2026.

Quali documenti servono per compilare il 730 nel 2026? Servono principalmente la Certificazione Unica, le spese sanitarie, i documenti del mutuo, le ricevute di affitto, le spese di istruzione e la documentazione relativa ai bonus edilizi.

Cosa si rischia se non si presenta il 730 entro la scadenza? Non potrai più utilizzare il 730 e dovrai presentare il Modello Redditi Persone Fisiche. In caso di ritardo, possono essere applicate sanzioni, riducibili con il ravvedimento operoso.

Come si accede al 730 precompilato senza SPID? Puoi accedere utilizzando la Carta d’identità elettronica (CIE) o la Carta nazionale dei servizi (CNS).

Il 730 precompilato fornito dall'Agenzia delle Entrate è già tutto corretto? Non sempre. È importante verificare i dati inseriti e integrare eventuali informazioni mancanti prima dell’invio.

Ricapitolando

Il Modello 730 è uno strumento sempre più semplice da usare, ma resta importante affrontarlo con un minimo di attenzione per evitare errori e non perdere opportunità.

Oggi hai imparato che:

  • puoi trovare il 730 online già precompilato, ma devi sempre controllarlo prima dell’invio;
  • per i redditi 2025 è confermata la riduzione da quattro a tre degli scaglioni di reddito e delle corrispondenti aliquote;
  • esistono scadenze precise da rispettare (in particolare il 30 settembre per l’invio);
  • raccogliere in anticipo i documenti giusti ti aiuta a compilare tutto in modo più rapido e completo;
  • anche se il sistema è guidato, verificare redditi, spese e dati personali è fondamentale per evitare errori o ottenere un rimborso più alto;
  • il 730 non è per tutti e, in alcuni casi, è obbligatorio utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche;
  • se la tua situazione è più complessa (più redditi, detrazioni articolate, cambiamenti familiari o immobiliari), può essere utile farsi affiancare da un professionista.

Insomma, il 730 non è solo un adempimento: è anche un’occasione per fare il punto sulla tua situazione. E per gestire al meglio le tue finanze.

Articolo realizzato in collaborazione con FEduF

Le informazioni contenute negli articoli sono prodotte da Banca Mediolanum in collaborazione con FEduF, escludono qualsiasi forma di consulenza e hanno scopo puramente informativo.

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