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Redazione CosaConta

Aggiornato al 29 luglio 2026

La previdenza complementare è ancora poco conosciuta e coltivata, soprattutto fra i più giovani. Eppure, per le vacanze un budget si trova sempre. Perché?

Come mai tendiamo a rimandare la previdenza complementare mentre le vacanze sembrano una spesa irrinunciabile? Scopri come funziona un fondo pensione, perché conviene iniziare presto e quali meccanismi psicologici influenzano le nostre scelte di risparmio.

Vacanze prima di tutto: perché gli italiani non rinunciano alle ferie

Le vacanze sono una cosa seria. La pensano così moltissimi italiani: di fronte a un contesto economico sfidante, qualche taglio alle spese può rendersi necessario: si cerca il contratto di luce e gas più conveniente, si rimandano gli acquisti non indispensabili. Ma se possibile, molte famiglie cercano di ritagliarsi comunque un budget da destinare al meritato relax estivo.

Stando ai risultati di un’indagine condotta da FutureForTourism, la ricerca continuativa di Ipsos Doxa, nell’estate del 2026 il 72% degli italiani prevede di fare almeno una vacanza estiva, mentre il 15% è ancora indeciso e solo il 13% è certo di non partire.

E c’è anche chi, per sostenere il costo della vacanza senza concentrare tutta la spesa in un unico momento, sceglie di finanziare la spesa del viaggio con un prestito personale. Secondo una ricerca commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG, nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati finanziamenti destinati alle vacanze estive per un valore di circa 170 milioni di euro.

Nello specifico, segnala la ricerca, a richiedere questo tipo di prestiti sono stati soprattutto giovani, con un valore medio del finanziamento di circa 5.400 euro da restituire in 50 rate mensili da 132 euro. La voglia di non rinunciare alle vacanze è più che comprensibile: un viaggio ha una data precisa, promette un beneficio immediato e offre una ricompensa tangibile: il relax, il tempo con le persone care, la scoperta di luoghi nuovi. È facile immaginare il valore di quei giorni e decidere di mettere da parte il denaro necessario.

Molto più difficile è fare lo stesso ragionamento per la pensione, un obiettivo certamente importante, ma che vedrà i benefici arrivare – forse – tra trent’anni.

Un beneficio lontano nel tempo contro una gratificazione immediata

In parte, questa difficoltà nel pensare alla pensione è dettata dal modo in cui funziona il nostro cervello. Quando dobbiamo prendere una decisione economica, tendiamo ad attribuire più valore ai benefici immediati rispetto a quelli che arriveranno in un futuro lontano. Nella finanza comportamentale si parla di “sconto temporale” o “present bias”: preferiamo una ricompensa disponibile oggi a una, anche più grande, che arriverà fra molti anni.

Se ci pensi, è esattamente ciò che accade con le vacanze e la pensione: le prime – che offrono una gratificazione quasi immediata e un beneficio facilmente immaginabile – vincono a mani basse contro la seconda, che riguarda una fase della vita percepita come troppo distante per meritare attenzione oggi. Il risultato è che, pur coscienti della necessità di risparmiare per la pensione, tendiamo a rimandare. “Ci penserò l’anno prossimo”, “inizierò quando avrò uno stipendio più alto”, “adesso ho altre priorità”. E intanto gli anni passano.

Se ti interessa capire perché, soprattutto quando si è giovani, tendiamo a privilegiare le spese che danno una gratificazione immediata rispetto al risparmio di lungo periodo, leggi anche il nostro approfondimento sul Soft Saving.

Perché la previdenza complementare viene sempre rimandata?

Se c’è una decisione economica che tendiamo a rinviare, è proprio quella che riguarda la pensione: molti giovani – ma anche parecchie persone già nel pieno della loro carriera – continuano a rimandare, convinti che ci sarà sempre tempo per pensarci.

Eppure, il tempo, quando si parla di previdenza, è una risorsa preziosa. Ogni anno trascorso senza iniziare un percorso di risparmio previdenziale è un anno in meno nel quale il capitale può crescere. Perché allora è così difficile fare il primo passo? Le ragioni sono almeno due.

  • Da un lato, entrano in gioco alcuni meccanismi psicologici.
  • Dall’altro, pesa una conoscenza ancora limitata degli strumenti di previdenza complementare, percepiti spesso come complessi o lontani dalle proprie esigenze.

La scarsa conoscenza degli strumenti previdenziali

Ai meccanismi psicologici si aggiunge un altro elemento: la scarsa familiarità con gli strumenti della previdenza complementare. Per molti italiani, il fondo pensione continua a essere percepito come qualcosa di complicato, riservato agli esperti o comunque lontano dalla propria realtà. C’è chi pensa che riguardi soltanto chi ha redditi elevati, chi teme di vincolare i risparmi per troppo tempo e chi, semplicemente, non sa come funzioni. E di fronte a un argomento considerato complesso, la reazione più comune è… rimandare.

Quando una decisione richiede uno sforzo cognitivo elevato o ci fa sentire poco competenti, tendiamo a procrastinare, nella speranza di avere, in futuro, più tempo da dedicare alla scelta o più informazioni. Peccato che quel momento, spesso, non arrivi mai. Il settimo Rapporto Assogestioni-Censis, intitolato “Previdenza complementare, questa sconosciuta”, fotografa proprio questa situazione. Ancora oggi, meno del 40% delle forze di lavoro aderisce a una forma di previdenza complementare.

Perché? Fra le ragioni più ricorrenti emerge proprio la tendenza a rimandare: il 45% degli intervistati ritiene di avere altre priorità in questo momento e preferisce pensare alla pensione più avanti. Non solo. Il 51,3% del campione ritiene poco utile pianificare oggi perché le regole cambiano troppo spesso, mentre oltre la metà considera le informazioni sulla previdenza complementare poco chiare. Ma dal momento che la pensione è un obiettivo che si costruisce nell’arco di decenni, comprendere il funzionamento della previdenza complementare rappresenta il primo passo verso una decisione più consapevole. Non è necessario diventare esperti di finanza: spesso basta capire pochi concetti fondamentali per iniziare a pianificare il futuro con maggior serenità.

Cos’è un fondo pensione e come funziona

A questo punto, la domanda sorge spontanea: quali sono gli strumenti della previdenza complementare e come funzionano? Esistono diversi strumenti – fondi pensione aperti o negoziali e Piani Individuali Pensionistici (PIP) – tutti accomunati da uno stesso obiettivo: mettere da parte, nel corso della vita lavorativa, una somma di denaro destinata a integrare la pensione pubblica. Come? Costruendo nel tempo un capitale che potrai smobilizzare – in un’unica soluzione o in forma di rendita periodica – una volta conclusa l’attività lavorativa.

Dopo aver sottoscritto un fondo pensione, potrai versare periodicamente dei contributi, scegliendo quanto destinare in base alle tue possibilità. Se sei un lavoratore dipendente, potrai anche conferire il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e il contributo del datore di lavoro, lasciando che venga investito nel fondo pensione anziché rimanere accantonato in azienda.

*Se vuoi capire meglio come funziona il conferimento del TFR alla previdenza complementare e quali sono le regole oggi in vigore, approfondisci nel nostro articolo dedicato.*

Proprio come succede in tutti i fondi di investimento, i tuoi versamenti non resteranno fermi, ma verranno investiti sui mercati finanziari, secondo una linea di gestione che sceglierai in base alla tua propensione al rischio e al tuo orizzonte temporale.

Una volta raggiunti i requisiti per la prestazione pensionistica, il montante accumulato potrà essere utilizzato secondo le modalità previste dalla normativa. È possibile ottenere una rendita vitalizia, oppure una prestazione in capitale (solo se il 70% del montante accumulato genera una rendita inferiore al 50% dell’assegno sociale INPS), oppure una liquidazione in forma di capitale fino a un massimo del 50% del montante accumulato e il resto in rendita.

La legge 199/2025 ha allargato il ventaglio di prestazioni disponibili in alternativa alla rendita. Dal 1° luglio 2026 sono infatti disponibili la rendita a durata definita, pagata per un periodo corrispondente alla vita attesa residua come determinata dalle tavole ISTAT, e prelievi flessibili liberamente determinabili. Dal 31 ottobre 2026 sarà disponibile anche la rendita frazionata in un minimo di 5 anni. La logica, in fondo, è la stessa di molti obiettivi di lungo periodo: mettere da parte poco per volta, con costanza, così da costruire nel tempo una riserva economica destinata al tuo futuro. In fondo, il meccanismo non è molto diverso da quello con cui si organizza una vacanza importante: invece di cercare tutta la somma all'ultimo momento, si mette da parte qualcosa con regolarità. La differenza è che, nel caso della previdenza, l'orizzonte temporale è molto più lungo.

prestito per andare in vacanza

Quale fondo pensione scegliere e quando conviene iniziare

Ma qual è la migliore soluzione di previdenza complementare? Come spesso accade, non esiste una risposta valida per tutti. La scelta dipende da diversi fattori, come l’età, la situazione lavorativa, la propensione al rischio e gli obiettivi personali.

Anche la scelta della linea di investimento merita attenzione. In generale, chi è più giovane può permettersi di affrontare una maggiore volatilità, perché ha davanti a sé molti anni per recuperare eventuali oscillazioni dei mercati. Chi è più vicino alla pensione, invece, tende spesso a preferire comparti più prudenti.

Più che inseguire il fondo “perfetto”, però, c’è un aspetto che fa davvero la differenza: il momento in cui si inizia.

Perché prima si inizia, meglio è: il ruolo del tempo

Quando si parla di previdenza complementare, il tempo è probabilmente la risorsa più preziosa. Iniziare presto non significa necessariamente versare grandi somme, ma concedere ai propri risparmi più anni per crescere.

Immagina due persone che decidono di costruire una pensione integrativa. La prima inizia appena entra nel mondo del lavoro e versa una piccola cifra con regolarità. La seconda aspetta dieci o quindici anni prima di iniziare. Per raggiungere un obiettivo simile, potrebbe trovarsi a dover destinare ogni mese una somma più elevata, semplicemente perché ha a disposizione meno tempo per costruire la propria pensione.

Naturalmente non esiste un’età “sbagliata” per cominciare. Anzi: “tardi” è comunque meglio che “mai”. L’aspetto fondamentale è trasformare la previdenza da un astratto obiettivo “per il futuro” a una scelta presente e concreta, anche se significa iniziare facendo piccoli passi.

È naturale dare priorità alle esperienze che migliorano il presente, come una vacanza. Ma anche il benessere futuro merita un posto nel budget. Ed è importante darglielo, per non rimandare all’infinito gli accantonamenti per la tua pensione.

Se vuoi approfondire il funzionamento del sistema pensionistico italiano e conoscere i requisiti per andare in pensione, leggi la nostra guida completa alle pensioni.

Fondo pensione: alcune risposte alle domande che potresti avere

Cos’è un fondo pensione e a cosa serve? Un fondo pensione è uno strumento di previdenza complementare che consente di accumulare, nel corso della vita lavorativa, un capitale destinato a integrare la pensione pubblica. L’obiettivo è mantenere un tenore di vita più adeguato una volta terminata l’attività lavorativa.

Come funziona la previdenza complementare? Chi aderisce versa periodicamente dei contributi, che vengono investiti sui mercati finanziari secondo una linea di gestione scelta in base al proprio profilo di rischio. I lavoratori dipendenti possono anche destinare al fondo il TFR e il contributo del datore di lavoro. Al momento della pensione sarà possibile ottenere una rendita vitalizia, oppure una prestazione in capitale (solo se il 70% del montante accumulato genera una rendita inferiore al 50% dell’assegno sociale INPS), oppure una liquidazione in forma di capitale fino a un massimo del 50% del montante accumulato e il resto in rendita. La legge 199/2025 ha allargato il ventaglio di prestazioni disponibili in alternativa alla rendita. Dal 1° luglio 2026 sono infatti disponibili la rendita a durata definita, pagata per un periodo corrispondente alla vita attesa residua come determinata dalle tavole ISTAT, e prelievi flessibili liberamente determinabili. Dal 31 ottobre 2026 sarà disponibile anche la rendita frazionata in un minimo di 5 anni.

Conviene aprire un fondo pensione da giovani? In generale, sì. Iniziare presto permette di sfruttare al meglio il fattore tempo: anche versamenti contenuti possono crescere nel corso degli anni grazie ai rendimenti maturati sugli investimenti. Inoltre, partire in anticipo consente di affrontare con maggiore serenità eventuali oscillazioni dei mercati finanziari.

Quale fondo pensione scegliere? Non esiste una soluzione valida per tutti. La scelta dipende da diversi fattori, come l’età, la situazione lavorativa, la propensione al rischio e gli obiettivi personali. Per questo è importante valutare attentamente le caratteristiche dei diversi strumenti prima di aderire.

Perché in Italia si parla poco di previdenza complementare? Secondo il settimo Rapporto Assogestioni-Censis, la previdenza complementare è ancora poco conosciuta. Molti italiani la percepiscono come un tema complesso o ritengono di avere altre priorità economiche. A questo si aggiungono alcuni meccanismi psicologici, come la tendenza a dare maggiore importanza ai benefici immediati rispetto a quelli che arriveranno dopo molti anni.

Si possono interrompere o sospendere i versamenti al fondo pensione? Sì. Nella maggior parte delle forme di previdenza complementare è possibile sospendere o interrompere i versamenti e riprenderli successivamente, secondo le regole previste dal fondo scelto. La posizione maturata resta comunque investita e continua a seguire l’andamento della linea di gestione selezionata.

Ricapitolando

La previdenza complementare è uno di quegli obiettivi che tendiamo a rimandare, non tanto perché non sia importante, ma perché il suo beneficio appare lontano nel tempo. Comprendere i meccanismi psicologici che influenzano le nostre decisioni è il primo passo per affrontare il tema con maggiore consapevolezza.

Cosa hai imparato:

  • le vacanze vengono spesso percepite come una priorità, anche in periodi di inflazione e rincari;
  • il “present bias” ci porta a privilegiare le gratificazioni immediate rispetto ai benefici futuri;
  • la scarsa conoscenza degli strumenti previdenziali contribuisce a rimandare le decisioni sulla pensione;
  • un fondo pensione permette di costruire, nel tempo, un’integrazione alla pensione pubblica;
  • iniziare presto è spesso più importante dell’importo versato, perché il tempo favorisce la crescita del capitale.

Insomma, non è mai troppo tardi per iniziare, ma rimandare significa rinunciare a uno degli alleati più preziosi della previdenza, che è il tempo.

Articolo realizzato in collaborazione con FEduF

Le informazioni contenute negli articoli sono prodotte da Banca Mediolanum in collaborazione con FEduF, escludono qualsiasi forma di consulenza e hanno scopo puramente informativo.

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