
Redazione CosaConta
Aggiornato al 24 agosto 2026
Bonus casa 2026: quali detrazioni puoi portare nel 730 e come non perderle
Sommario
- Bonus casa 2026: la mappa aggiornata delle detrazioni edilizie - Vai
- Bonus ristrutturazione 2026: la detrazione è al 50% o al 36%? - Vai
- Come si inserisce il bonus ristrutturazione nel 730? - Vai
- Ecobonus 2026: quali interventi rientrano nel risparmio energetico? - Vai
- Bonus infissi 2026: quando conviene e come richiederlo? - Vai
- Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: come funziona il collegamento con la ristrutturazione? - Vai
- I 5 passi per non perdere le detrazioni casa nel 730 - Vai
- Domande frequenti - Vai
- Ricapitolando - Vai
Se nel 2025 hai ristrutturato casa, sostituito gli infissi, installato un cappotto termico o comprato mobili nuovi collegati a lavori di ristrutturazione, nel 730 di quest'anno puoi recuperare una parte della spesa. Le detrazioni disponibili variano dal 36% al 50% della spesa sostenuta, ma le aliquote cambiano in base al tipo di intervento, al tuo rapporto con l'immobile e a come hai pagato. Conoscere le regole evita di perdere rimborsi a cui hai diritto. Hai speso migliaia di euro per ristrutturare il bagno, cambiare le finestre o installare un impianto più efficiente. Hai le fatture, hai pagato tutto in regola ma al momento di compilare il 730 non sai cosa inserire, dove farlo e se stai recuperando davvero tutto il possibile? Non è un problema raro. Le detrazioni sulle spese edilizie sono tra le più usate in Italia, ma anche tra le più soggette a errori: un documento mancante, un bonifico sbagliato o un codice inserito nel campo errato possono far perdere una detrazione anche quando il diritto c'è.
Bonus casa 2026: la mappa aggiornata delle detrazioni edilizie
Ecco i principali bonus disponibili per le spese sostenute nel 2025, da inserire nel 730 presentato nel 2026. Le aliquote sono state modificate dalla Legge di Bilancio 2025 e confermate dalla Legge di Bilancio 2026.
Bonus ristrutturazione Detrazione: 50% per chi è proprietario dell'immobile adibito ad abitazione principale, o titolare di un altro diritto reale di godimento su quell'immobile (usufrutto, uso, abitazione); 36% per tutti gli altri casi (, inquilini, comodatari). Limite massimo di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare. Si inserisce nel quadro E del 730.
Nota: senza la proroga della Legge di Bilancio 2026, le aliquote sarebbero scese al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. È stata la manovra a confermare il 50% per un altro anno.
Ecobonus(riqualificazione energetica) Detrazione: 50% per chi è proprietario dell'immobile adibito ad abitazione principale, o titolare di un altro diritto reale di godimento su quell'immobile (usufrutto, uso, abitazione); 36% per tutti gli altri casi. Limiti di spesa variabili in base al tipo di intervento. Le caldaie alimentate esclusivamente a gas sono escluse. Si inserisce nel quadro E del 730.
Bonus infissi Rientra nell'Ecobonus. Stesse aliquote (50% abitazione principale, 36% altri immobili) per la sostituzione di infissi con modelli a bassa emissività. Si inserisce nel quadro E del 730.
Bonus mobili ed elettrodomestici Detrazione: 50% su un massimale di spesa di 5.000 euro. Collegato obbligatoriamente a un intervento di ristrutturazione. Si inserisce nel quadro E del 730.
Superbonus Detrazione al 65% per le spese sostenute nel 2025, ma solo per chi aveva avviato i lavori rispettando i requisiti e le scadenze previste dalla normativa. Non accessibile per nuovi interventi avviati dopo il 15 ottobre 2024.
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Bonus ristrutturazione 2026: la detrazione è al 50% o al 36%?
Dipende da chi sei rispetto all'immobile, non solo da quale immobile è. La Legge di Bilancio 2025 — confermata per il 2026 dalla manovra successiva — ha introdotto una distinzione precisa che vale la pena capire bene.
La detrazione del 50% spetta a chi è proprietario dell'immobile adibito ad abitazione principale, o titolare di un altro diritto reale di godimento su quell'immobile (usufrutto, uso, abitazione). La detrazione scende al 36% negli altri casi (immobile non adibito ad abitazione principale, oppure per chi occupa l'immobile come inquilino o comodatario, anche se si tratta della propria abitazione principale). Il massimale di spesa è in entrambi i casi 96.000 euro per unità immobiliare, con rimborso in 10 rate annuali di pari importo.
Rientrano nel bonus ristrutturazione: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Non rientra la manutenzione ordinaria sulle singole unità abitative private, solo se riguarda parti comuni condominiali.
Prima casa vs seconda casa: le aliquote a confronto
- Proprietario di prima casa (abitazione principale) Aliquota: 50%. Massimale di spesa: 96.000 €. Rimborso massimo: 48.000 € in 10 anni.
- Seconda casa (non adibita ad abitazione principale), altri immobili, inquilini e comodatari Aliquota: 36%. Massimale di spesa: 96.000 €. Rimborso massimo: 34.560 € in 10 anni.
Come si inserisce il bonus ristrutturazione nel 730?
Le spese di ristrutturazione vanno nel quadro E del modello 730, al rigo E41. Qui si indica l'anno in cui sono state sostenute le spese, il codice dell'intervento e l'importo. Se i lavori sono stati pagati nel 2025 e questa è la prima rata, si inserisce l'importo totale delle spese e il sistema calcola automaticamente la quota annuale detraibile.
Per poter inserire la detrazione è indispensabile aver pagato con il bonifico parlante: il bonifico ordinario non è accettato, anche se i lavori sono stati eseguiti e la fattura è regolare. Il bonifico parlante deve contenere la causale del versamento, dalla quale si evinca che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione , il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
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Ecobonus 2026: quali interventi rientrano nel risparmio energetico?
L'Ecobonus riguarda gli interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica dell'immobile. Dal 2025 le aliquote sono cambiate rispetto agli anni precedenti e seguono la stessa logica del bonus ristrutturazione: 50% per chi è proprietario dell'abitazione principale, 36% per tutti gli altri casi. Rientrano nell'Ecobonus: cappotto termico, sostituzione di infissi con modelli a bassa emissività, installazione di pompe di calore, pannelli solari termici, sistemi di building automation. Sono invece escluse le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili: il gas non è più incentivato.
Per accedere all'Ecobonus è necessaria la comunicazione ENEA: una scheda descrittiva dei lavori che devi inviare tu stesso — o un tecnico che incarichi — all'Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), tramite il portale online bonusfiscali.enea.it. L'accesso richiede SPID o CIE. La comunicazione va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Non è ENEA a mandarti qualcosa: sei tu ad agire. Senza questo invio, la detrazione Ecobonus decade. Puoi farlo direttamente o delegare l'impresa che ha eseguito i lavori.
Bonus infissi 2026: quando conviene e come richiederlo?
Il bonus infissi rientra nell'Ecobonus. La detrazione è del 50% per i proprietari di abitazione principale e del 36% per gli altri, per la sostituzione di infissi — finestre, porte finestre e vetrate — con modelli dotati di vetri a bassa emissività e telaio certificato. L'intervento deve riguardare superfici vetrate esistenti, non la creazione di nuove aperture.
Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante da cui risultino: causale del versamento, dalla quale si evinca che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione − codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere anche diverso dall’ordinante il bonifico) − numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Serve anche l'invio della comunicazione ENEA.
Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: come funziona il collegamento con la ristrutturazione?
Il bonus mobili permette di detrarre il 50% della spesa per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, su un massimale di 5.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si recupera in 10 rate annuali.
La detrazione spetta a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto Se hai ristrutturato nel 2024 o nel 2025, puoi detrarre i mobili acquistati nel 2025. Senza ristrutturazione, il bonus non ti spetta.
Gli elettrodomestici ammessi sono quelli di classe energetica minima A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per i frigoriferi. A differenza dei lavori edilizi, mobili ed elettrodomestici si possono pagare anche con carta di credito o bonifico ordinario: il bonifico parlante non è richiesto per questa spesa.
Nota per chi ha redditi alti: la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto alle detrazioni per chi supera 75.000 euro di reddito annuo. Chi si trova in questa fascia dovrebbe verificare con un consulente fiscale quale combinazione di detrazioni conviene portare in dichiarazione, per massimizzare il beneficio.
I 5 passi per non perdere le detrazioni casa nel 730
Prima di aprire il 730 precompilato, verifica di avere tutto in ordine.
- 1.Hai il bonifico parlante per ogni pagamento di lavori edilizi? Obbligatorio per bonus ristrutturazione ed Ecobonus. Se hai pagato con bonifico ordinario o in contanti, la detrazione non è riconoscibile. La ricevuta deve contenere il riferimento normativo (art. 16-bis TUIR o D.M. 19/02/2007), il tuo codice fiscale e la partita IVA dell'impresa. - 2.Hai la fattura dell'impresa che ha eseguito i lavori? La fattura deve essere intestata a chi detrae, riportare la descrizione dei lavori e coincidere con l'importo del bonifico. Senza fattura non è possibile detrarre nulla. - 3.Hai comunicato l'inizio lavori al Comune (se necessario)? Per gli interventi che richiedono CILA o SCIA, la comunicazione al Comune è obbligatoria. In sua assenza, la detrazione può essere negata in sede di controllo. - 4.Hai inviato la comunicazione ENEA (per Ecobonus)? Per tutti gli interventi di riqualificazione energetica è obbligatorio inviare una scheda descrittiva all'ENEA tramite il portale bonusfiscali.enea.it (con SPID o CIE), entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Sei tu a inviare la comunicazione, non ENEA. Senza di essa, perdi il diritto alla detrazione . - 5.Hai il prospetto delle rate già detratte negli anni precedenti? Se i lavori risalgono ad anni precedenti e stai detraendo le rate successive, controlla la dichiarazione dell'anno scorso per verificare il numero di rata e l'importo già inserito. Gli errori di sequenza possono generare incongruenze nei controlli automatici.
Domande frequenti
Il bonus ristrutturazione si applica anche se affitto casa? Se sei inquilino, la detrazione spetta ma solo al 36%, non al 50%. La maggiorazione al 50% è riservata ai proprietari dell'abitazione principale o ai titolari di un diritto reale sull'immobile (usufrutto, uso, abitazione). L'inquilino che sostiene spese di manutenzione straordinaria può comunque detrarre, ma con l'aliquota base del 36%.
Posso detrarre la ristrutturazione del bagno nel 730 2026? Sì, se i lavori rientrano nella manutenzione straordinaria — come la sostituzione di impianti idraulici, sanitari o rivestimenti — e sono stati pagati con bonifico parlante. La manutenzione ordinaria su singole unità abitative private non è detraibile. Il bonus mobili vale anche senza ristrutturazione? No. Il bonus mobili è strettamente collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto.. Senza ristrutturazione non spetta, indipendentemente da cosa hai acquistato e da quanto hai speso.
Come inserisco l'ecobonus nel 730 precompilato? Le spese per l'Ecobonus vanno nel quadro E del 730, in righe specifiche in base al tipo di intervento. Nel precompilato alcune voci potrebbero già essere presenti.. Prima di confermare, verifica che importi e codici siano corretti e che sia indicata l'aliquota giusta (50% o 36% in base al tuo caso).
Ho pagato con carta — perdo la detrazione? Dipende dall'intervento. Per lavori di ristrutturazione edilizia e Ecobonus il pagamento con carta non basta: serve il bonifico parlante. Per il bonus mobili, invece, il pagamento può avvenire anche con carta di credito o debito: il bonifico parlante non è richiesto per questa spesa.
Qual è la differenza tra bonus ristrutturazione e Superbonus nel 730? Il bonus ristrutturazione è la detrazione ordinaria al 50% (proprietari di prima casa) o 36% (altri casi) per gli interventi art. 16-bis TUIR. Il Superbonus era un incentivo straordinario con aliquote più elevate: nel 2025 chi aveva i requisiti ha diritto a una detrazione del 65% sulle spese sostenute. Nel 730 2026 si inseriscono le rate maturate, ma non si può accedere al Superbonus per nuovi lavori avviati dopo il 15 ottobre 2024.
Ricapitolando
- Dalla Legge di Bilancio 2025, confermata per il 2026, le aliquote del bonus ristrutturazione e dell'Ecobonus sono: 50% per i proprietari dell'abitazione principale, 36% per tutti gli altri casi (seconde case, inquilini, comodatari).
- Per il bonus ristrutturazione il massimale di spesa è 96.000 euro per unità immobiliare. Per l'Ecobonus i limiti variano in base al tipo di intervento.
- Le caldaie alimentate esclusivamente a gas sono escluse da entrambi i bonus dal 2025.
- Il bonus mobili è confermato al 50% su un massimale di 5.000 euro, ma solo se collegato a un intervento di ristrutturazione iniziato non prima dell'anno precedente.
- Per bonus ristrutturazione ed Ecobonus il bonifico parlante è obbligatorio. Per il bonus mobili no.
- Per l'Ecobonus è obbligatoria anche la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Chi supera 75.000 euro di reddito è soggetto a nuovi tetti alle detrazioni: conviene verificare con un consulente fiscale prima di compilare.





