
Redazione CosaConta
Capire come funziona l’ISEE nel 2026 è fondamentale per orientarsi tra bonus, agevolazioni e servizi. Rispetto agli anni precedenti cambiano alcune regole chiave... Scopri come!
Sommario
- Cos’è l’ISEE e perché è importante nel 2026 - Vai
- La differenza tra ISEE ordinario e ISEE corrente - Vai
- Validità e anni di riferimento dell’ISEE 2026 - Vai
- Da cosa dipende il valore dell’ISEE - Vai
- Le principali novità dell’ISEE 2026 - Vai
- Prima casa e patrimonio immobiliare - Vai
- Nuova scala di equivalenza per famiglie con figli - Vai
- Patrimonio mobiliare: conti, risparmi e investimenti - Vai
- Impatto concreto: cosa cambia davvero - Vai
- Agevolazioni e accesso nel 2026 - Vai
- Chi può richiedere l’ISEE ordinario 2026 e quali documenti servono - Vai
- Riassumendo - Vai
Cos’è l’ISEE e perché è importante nel 2026
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) misura la condizione economica complessiva di un nucleo familiare. È lo strumento di riferimento per accedere a prestazioni sociali agevolate come bonus economici, servizi per la famiglia, agevolazioni universitarie e interventi di sostegno al reddito. Proprio per questo, capire cosa resta uguale e cosa cambia nel 2026 è essenziale per interpretare correttamente il proprio ISEE, senza fare riferimento a regole ormai superate.
La differenza tra ISEE ordinario e ISEE corrente
Quando si parla di **ISEE ordinario **si intende la versione standard dell’indicatore: quella utilizzata nella maggior parte dei casi per richiedere bonus, agevolazioni e servizi pubblici. L’ISEE ordinario si basa sui redditi e patrimoni del nucleo familiare, dichiarati tramite la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), secondo regole definite e uguali per tutti. Diverso è l’ISEE corrente, che può essere richiesto quando, dopo la presentazione della DSU ordinaria, si verificano variazioni rilevanti della situazione economica o lavorativa come la perdita del lavoro, una riduzione significativa del reddito o cambiamenti nel nucleo familiare. Questo strumento è importante perché permette di aggiornare l’ISEE alla situazione reale del nucleo familiare, evitando valutazioni basate su redditi o condizioni superate e rendendo il risultato più coerente con la situazione attuale.
Validità e anni di riferimento dell’ISEE 2026
L’ISEE ordinario ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene rilasciato. Per l’ISEE 2026, si considerano i redditi percepiti e il patrimonio posseduto al 31 dicembre 2024. In pratica, l’ISEE 2026 fotografa una situazione economica basata su anni di riferimento diversi rispetto all’anno di presentazione della DSU, secondo regole di calcolo precise. Proprio gli anni di riferimento di redditi e patrimoni, che incidono direttamente sul valore finale dell’indicatore, seguono criteri specifici definiti dalla normativa.
Da cosa dipende il valore dell’ISEE
Il valore dell’ISEE si calcola in base a tre fattori principali:
- redditi del nucleo familiare;
- patrimonio mobiliare e immobiliare;
- composizione del nucleo familiare, attraverso la scala di equivalenza.
Questi elementi vengono messi in relazione tra loro per restituire un indicatore che non guarda solo a quanto si guadagna, ma al contesto economico complessivo in cui vive il nucleo. Fatta chiarezza su cos’è l’ISEE e su come viene calcolato, è utile capire in cosa il 2026 si differenzia dagli anni precedenti e perché queste modifiche possono incidere sul valore finale dell’indicatore.
Le principali novità dell’ISEE 2026
Nel 2026 entrano in vigore modifiche che incidono soprattutto sulla valutazione del patrimonio e sulla struttura del nucleo familiare.
L’obiettivo è rendere l’ISEE più aderente alle condizioni reali delle famiglie, riducendo il peso di alcuni elementi patrimoniali e valorizzando maggiormente la composizione del nucleo, come la presenza di figli.
Le novità riguardano in particolare:
- il trattamento dell’abitazione principale nel patrimonio immobiliare, che incide in modo diverso rispetto al passato;
- il peso attribuito a conti, risparmi e investimenti nel patrimonio mobiliare, valutati in rapporto al reddito e alla composizione del nucleo familiare;
- una scala di equivalenza più favorevole ai nuclei con figli;
- l’introduzione di indicatori aggiuntivi a supporto della lettura della situazione familiare.
Prima casa e patrimonio immobiliare
Una delle novità più rilevanti riguarda l’abitazione principale. Nel 2026 viene innalzata la franchigia di esenzione dell’immobile in cui risiede il nucleo familiare, rendendo l’ISEE più favorevole soprattutto per le famiglie proprietarie della casa.
Il valore dell’abitazione principale escluso dal calcolo dell’ISEE passa da 52.500 euro a 91.500 euro e sale fino a 120.000 euro per i nuclei residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane (Roma Capitale; Torino; Milano; Venezia; Genova; Bologna; Firenze; Bari; Napoli; Reggio Calabria; Cagliari;Catania; Messina; Palermo; Sassari).
A questo importo si aggiunge inoltre una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. La franchigia riguarda esclusivamente l’abitazione di proprietà in cui il nucleo risiede e rappresenta quindi una soglia di valore entro la quale la casa non incide sull’ISEE, e in ogni caso solo l’eventuale valore eccedente viene preso in considerazione.
Il meccanismo fa sì che la franchigia possa variare in base alla situazione del nucleo familiare e in questo modo mira a rendere il calcolo dell’ISEE più aderente alla reale capacità economica delle famiglie.

Nuova scala di equivalenza per famiglie con figli
La scala di equivalenza serve a rapportare redditi e patrimoni al numero e alle caratteristiche dei componenti del nucleo familiare. Nel 2026 la scala viene aggiornata introducendo maggiorazioni legate alla presenza e al numero dei figli conviventi, che incidono direttamente sul coefficiente utilizzato nel calcolo dell’ISEE. In particolare, il parametro aggiuntivo per le famiglie con almeno due figli subisce un incremento. Le coppie con due figli passano da un coefficiente zero a 0,1. I nuclei con tre figli vedono il coefficiente salire da 0,2 a 0,25. Le famiglie con quattro figli applicano 0,4 invece di 0,35. I nuclei con cinque o più figli utilizzano 0,55 al posto di 0,5. In concreto, a parità di reddito e patrimonio, nuclei con composizione familiare diversa possono ottenere valori ISEE differenti, perché cambia il parametro con cui la situazione economica viene rapportata alla dimensione del nucleo.
Patrimonio mobiliare: conti, risparmi e investimenti
Nel patrimonio mobiliare rientrano conti correnti, libretti di risparmio, depositi e investimenti. Nel 2026 il patrimonio mobiliare continua a incidere sul valore finale dell’ISEE, ma viene valutato con criteri che tengono maggiormente conto del rapporto tra reddito, risparmi e composizione del nucleo familiare, evitando che la sola presenza di liquidità determini automaticamente un aumento dell’indicatore. Inoltre, dal 2026 la componente patrimoniale sita sia in Italia sia all’estero deve comprendere le giacenze in valuta all’estero, in criptovalute o consistenti in rimesse in denaro.
Impatto concreto: cosa cambia davvero
Le novità 2026 incidono soprattutto su tre situazioni tipiche:
- nuclei proprietari della prima casa, grazie alla riduzione del suo peso nel calcolo;
- famiglie con figli, che beneficiano di una scala di equivalenza più favorevole;
- nuclei con risparmi, perché il patrimonio mobiliare viene valutato con criteri aggiornati rispetto al passato, che tengono conto del rapporto tra liquidità disponibile, reddito e composizione del nucleo familiare.
Esempi
- a parità di reddito, un nucleo con due figli può avere un ISEE più basso rispetto a una coppia senza figli;
- a parità di reddito e risparmi, una famiglia proprietaria della prima casa può ottenere un ISEE più basso rispetto al passato, perché il valore dell’abitazione principale incide meno nel calcolo.
Agevolazioni e accesso nel 2026
L’ISEE ordinario è indispensabile per accedere a:
- assegni e bonus per le famiglie;
- servizi scolastici e universitari;
- tariffe agevolate;
- prestazioni sociali locali e nazionali.
Importi, soglie e requisiti possono variare di anno in anno; quindi è sempre consigliabile verificare le condizioni valide al momento della presentazione della DSU.
Chi può richiedere l’ISEE ordinario 2026 e quali documenti servono
La DSU può essere presentata da un componente del nucleo familiare. In pratica, riguarda la maggior parte delle famiglie che intendono accedere a prestazioni sociali agevolate.
In genere servono:
- documenti anagrafici e codici fiscali dei componenti;
- documentazione sui redditi richiesti;
- dati su conti correnti e rapporti finanziari;
- documentazione su immobili e mutui;
- eventuali certificazioni utili.
In caso di dubbi o situazioni complesse, è sempre possibile rivolgersi a CAF, patronati o professionisti.
Riassumendo
- L’ISEE 2026 mantiene la struttura di base: redditi, patrimoni e scala di equivalenza.
- L’ISEE ordinario è quello standard, valido fino al 31 dicembre dell’anno di rilascio.
- Le principali novità riguardano prima casa, famiglie con figli e patrimonio mobiliare.
- Soglie e importi delle agevolazioni possono cambiare: è sempre utile approfondire con verifiche specifiche nel momento in cui si ha un’esigenza precisa.





