
Redazione CosaConta
Aggiornato al 16 settembre 2026
Nuove banconote, pagamenti digitali ed euro digitale: come sta cambiando il nostro rapporto con il denaro e quale ruolo avrà il contante nei prossimi anni.
Sommario
- Cosa sta succedendo: la BCE ha messo al voto i nuovi design delle banconote - Vai
- I temi in gara: cultura europea e natura - Vai
- Perché le banconote vengono periodicamente rinnovate - Vai
- Contante o pagamenti digitali: come sta cambiando il modo in cui paghiamo - Vai
- Il ruolo che il contante ricopre ancora oggi - Vai
- Il ruolo che il contante ricopre ancora oggi - Vai
- Carte, smartphone, wallet: la crescita dei pagamenti digitali - Vai
- Euro digitale: cos’è e come si differenzia dal contante - Vai
- Le risposte a tutte le tue domande sulle nuove banconote - Vai
- Ricapitolando - Vai
La BCE sta lavorando alla nuova serie di banconote e i cittadini sono chiamati a partecipare alla scelta della veste grafica. Ecco perché il contante ha ancora ragione di esistere.
Le nostre banconote cambiano volto. La Banca Centrale Europea ha presentato i dieci progetti finalisti per la nuova grafica dell’euro. E ha deciso di coinvolgere anche chi quelle banconote le utilizzerà in prima persona – i cittadini europei – con una votazione online aperta a tutti fino al 21 settembre. Alle preferenze espresse attraverso il sondaggio sul sito della BCE si affiancheranno quelle raccolte da un istituto di ricerca indipendente su un campione rappresentativo della popolazione dell’area euro.
L’ultima parola spetterà poi al Consiglio direttivo della BCE, che terrà conto anche delle conclusioni della giuria e di una valutazione tecnica dei progetti grafici. La decisione finale sull’aspetto delle nuove banconote è attesa entro la fine del 2026, anche se ci vorranno ancora diversi anni prima che i nuovi biglietti arrivino nei nostri portafogli.
Ma perché la BCE ha deciso di investire tempo e risorse per rinnovare le banconote in un momento in cui i pagamenti si stanno spostando con una convinzione crescente verso il digitale? Il contante è o non è sulla via del tramonto? Per capirlo, partiamo proprio dalle nuove banconote e dal lungo lavoro dietro la definizione delle dieci proposte di design finaliste.
Cosa sta succedendo: la BCE ha messo al voto i nuovi design delle banconote
Il sondaggio è solo l’ultimo step di un percorso iniziato in realtà ben cinque anni fa, alla fine del 2021, quando l’Eurosistema ha iniziato a lavorare alla revisione delle banconote per renderle più rappresentative dell’identità comune e della diversità culturale europea. Già nell’estate del 2023, oltre 365.000 cittadini europei avevano partecipato a una prima consultazione online per scegliere tra sette possibili temi (affiancata da un’indagine su un campione rappresentativo di oltre 23.000 cittadini dell’area della moneta unica).
Da quel processo sono emersi i due temi su cui si basano le proposte oggi in gara: “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”. Nel 2025, la BCE ha quindi aperto un concorso rivolto ai designer dell’Unione Europea: sono arrivate 1.241 candidature, dalle quali sono stati selezionati 25 professionisti. Al termine della fase progettuale, una giuria indipendente ha scelto i dieci design che fino al 21 settembre 2026 possiamo vedere – e giudicare – sul sito della BCE.
I temi in gara: cultura europea e natura
Che aspetto potrebbero avere le banconote del futuro? Il filone della Cultura europea mette al centro il volto di alcuni personaggi che hanno lasciato un segno nella storia culturale e scientifica del Vecchio Continente.
Abbiamo quindi:
- Maria Callas, associata alla banconota da 5 euro;
- Ludwig van Beethoven, a quella da 10;
- Marie Curie, a quella da 20;
- Miguel de Cervantes ai 50 euro;
- Leonardo da Vinci ai 100;
- Bertha von Suttner ai 200.
Sul retro trovano invece spazio luoghi ed esperienze della cultura condivisa, dalle scuole alle biblioteche, dai musei alle piazze.
Il secondo tema, “Fiumi e uccelli”, guarda invece alla natura e costruisce una sorta di viaggio dalle sorgenti di montagna fino al mare. Ogni taglio associa un diverso ambiente fluviale a una specie di uccello, mentre sul retro sono rappresentate le istituzioni dell’Unione Europea. La scelta dei soggetti non è casuale: fiumi e uccelli – che non si curano di frontiere e confini politici – sono metafora dell’unità europea e del legame con la natura.
Perché le banconote vengono periodicamente rinnovate
Insomma, le nuove banconote saranno molto diverse da quelle che abbiamo oggi nel portafoglio. Ma – a parte la questione estetica – quali sono le ragioni che spingono una banca centrale a sostituire le banconote vecchie, ancora perfettamente funzionanti, con quelle nuove?
Una banconota deve essere:
- difficile da falsificare;
- facile da riconoscere;
- abbastanza resistente da passare continuamente di mano in mano.
Nel rispetto di queste tre caratteristiche imprescindibili, la tecnologia che evolve può aiutare a renderle più sicure proteggendole (e proteggendoci) dai rischi di contraffazione.
È per questa ragione che le banche centrali aggiornano periodicamente le loro banconote. Secondo la BCE, una nuova serie viene generalmente introdotta ogni dieci o quindici anni. Anche con l’euro è già successo: dopo la prima serie, entrata in circolazione nel 2002, dal 2013 è stata progressivamente introdotta la serie Europa, dotata di caratteristiche di sicurezza più avanzate. Gli ultimi tagli, quelli da 100 e 200 euro, sono arrivati nel 2019.
Questa volta, però, il lavoro non riguarda soltanto la sicurezza. La BCE vuole rendere le future banconote più accessibili e inclusive, anche per le persone con problemi visivi, e ridurne per quanto possibile l’impatto ambientale. C’è poi una questione più simbolica: l’autorità monetaria dell’area dell’euro considera le banconote una rappresentazione tangibile dell’identità e dei valori condivisi europei. Cambiarne l’aspetto significa anche aggiornare il modo in cui l’Europa sceglie di rappresentarsi nelle mani dei suoi cittadini.
Dalle scelte della BCE agli interventi dei governi, le decisioni di politica economica possono arrivare fino alle nostre tasche. Un esempio? Scopri cosa prevede il Decreto Bollette.
Contante o pagamenti digitali: come sta cambiando il modo in cui paghiamo
Torniamo allora alla domanda dalla quale siamo partiti: ha ancora senso investire nelle banconote se paghiamo sempre più spesso in digitale? Verrebbe da rispondere di no. In realtà, guardando ai dati, il quadro che emerge non è poi così netto: il digitale avanza rapidamente, è vero, ma il contante è tutt’altro che scomparso.
Stando a un recente studio della Banca d’Italia sugli strumenti di pagamento utilizzati dagli italiani, tra il 2018 e il 2025 i pagamenti digitali sono più che raddoppiati nel nostro Paese, trainati soprattutto dalle carte e, più recentemente, dai bonifici istantanei. Solo nel 2025, il numero dei pagamenti alternativi al contante è aumentato del 13% rispetto all’anno precedente e le carte hanno rappresentato oltre il 70% dei pagamenti digitali. Sempre più spesso, inoltre, la carta fisica resta nel portafoglio: un quarto delle operazioni effettuate al POS passa ormai attraverso smartphone.
Ma questo non significa che le banconote stiano scomparendo. Il contante conserva ancora un ruolo importante nelle abitudini degli italiani, soprattutto quando si tratta di pagare nei negozi fisici e per gli acquisti di importo più contenuto.
Il ruolo che il contante ricopre ancora oggi
Nonostante l’avanzata del digitale, evidenzia un altro rapporto di Bankitalia, il contante rimane lo strumento più utilizzato dagli italiani nei punti vendita fisici, soprattutto per gli acquisti fino a 50 euro. Il suo utilizzo si è progressivamente ridotto negli anni, ma le banconote continuano a occupare uno spazio importante nella quotidianità.
E non è un’abitudine solo italiana. Uno studio condotto dalla BCE sulle abitudini di pagamento nella zona euro mostra che il 62% dei cittadini considera importante o molto importante continuare ad avere la possibilità di pagare in contanti.
Tra i vantaggi riconosciuti alle banconote ci sono la tutela della privacy e la sensazione di riuscire meglio a tenere sotto controllo le proprie spese.
Al momento, insomma, i consumatori e le consumatrici del Vecchio Continente ci tengono a sapere di poter ancora disporre di entrambi.
A proposito di tenere le spese sotto controllo: se vuoi approfondire come funziona il conto corrente, leggi il nostro articolo dedicato.

Carte, smartphone, wallet: la crescita dei pagamenti digitali
Allo stesso tempo, è evidente che il modo in cui paghiamo è cambiato profondamente negli ultimi anni, diventando sempre più digitale. Come evidenzia la Banca d’Italia, le carte sono oggi la principale alternativa al contante nei negozi fisici e lo strumento più utilizzato nel Belpaese, sia per numero sia per valore delle operazioni, negli acquisti online.
Crescono anche i pagamenti effettuati direttamente con smartphone e altri dispositivi mobili, così come i bonifici istantanei, introdotti di recente: nel 2025 rappresentavano già il 24% dei bonifici SEPA effettuati in Italia.
Quella a cui assistiamo oggi è dunque una convivenza tra strumenti diversi: il digitale guadagna terreno, mentre il contante conserva funzioni che una parte consistente dei cittadini e delle cittadine continua a considerare fondamentali.
Se vuoi informarti sugli strumenti di pagamento digitali e su come sceglierli, leggi il nostro approfondimento sulle carte di credito, di debito e prepagate.
Euro digitale: cos’è e come si differenzia dal contante
Proprio nell’ottica di questa convivenza tra cash e pagamenti digitali si inserisce un altro progetto su cui la BCE sta lavorando da tempo: l’euro digitale.
Per capire di cosa si tratta, bisogna fare prima una piccola distinzione. Le banconote che abbiamo nel portafoglio sono moneta pubblica, perché vengono emesse dalla banca centrale. Il denaro che abbiamo depositato sul conto corrente è invece moneta privata, creata dalle banche commerciali. Quando paghiamo con una carta oppure online, tramite le piattaforme di home banking, nella maggior parte dei casi stiamo quindi utilizzando moneta privata. Oggi, per i cittadini, il contante è di fatto l’unica forma di moneta della banca centrale direttamente disponibile.
L’euro digitale vorrebbe rappresentare un ponte tra questi due mondi, proponendosi come una forma digitale di moneta pubblica: in pratica, l’equivalente elettronico del contante. Potrebbe essere utilizzato per pagare nei negozi, online o direttamente un’altra persona e, nei piani della BCE, sarebbe disponibile in tutta l’area euro e gratuito per gli utilizzi di base.
Potrebbe inoltre essere usato anche offline, una caratteristica pensata per consentire i pagamenti anche in assenza di connessione. Ma, anche qui, non si tratta di sostituire le banconote: l’obiettivo dichiarato dalla BCE è far convivere euro digitale, contante e strumenti di pagamento privati.
Va detto che oggi l’euro digitale è ancora in una fase progettuale: la BCE punta a essere pronta per una prima emissione nel 2029, a condizione che il processo legislativo si concluda entro il 2026.
Alla luce di tutto questo, la scelta di ridisegnare le banconote proprio mentre cresce l’uso di carte e wallet – e si lavora addirittura a un euro digitale – non appare più così contraddittoria. L’obiettivo è garantire che la moneta pubblica continui a essere utilizzabile, con le banconote fisiche e in formato digitale.
- Le nuove banconote servono a mantenere il contante sicuro, accessibile e riconoscibile;
- l’euro digitale punta a offrire alcune di queste caratteristiche anche quando il pagamento avviene attraverso uno schermo.
Le risposte a tutte le tue domande sulle nuove banconote
Perché la BCE sta progettando nuove banconote in euro? La BCE rinnova periodicamente le banconote per mantenerle sicure e difficili da contraffare, sfruttando i progressi tecnologici. La nuova serie punta, inoltre, a essere più accessibile, inclusiva e sostenibile e ad avere un aspetto nel quale i cittadini europei possano riconoscersi.
Come si può votare per il design delle nuove banconote? Fino al 21 settembre 2026 i cittadini possono partecipare al sondaggio online disponibile sul sito della BCE ed esprimere la propria opinione sui dieci design finalisti. I risultati della consultazione saranno uno degli elementi presi in considerazione dal Consiglio direttivo della BCE per la decisione finale.
Quando entreranno in circolazione le nuove banconote in euro? Non c’è ancora una data precisa. La BCE prevede di decidere l’aspetto definitivo della nuova serie verso la fine del 2026. In seguito, inizieranno le fasi di sviluppo e produzione e serviranno ancora diversi anni prima che le nuove banconote entrino in circolazione.
Cos’è l’euro digitale e come funziona? L’euro digitale sarebbe una forma elettronica di moneta pubblica emessa dall’Eurosistema, utilizzabile per effettuare pagamenti nei negozi, online o tra persone. Sarebbe quindi una sorta di equivalente digitale del contante e, nei progetti della BCE, potrebbe essere utilizzato anche offline. Al momento, però, non è ancora stato emesso.
Il contante sparirà a favore dei pagamenti digitali? Al momento non è questa la direzione indicata dalla BCE. I pagamenti digitali stanno crescendo rapidamente, ma il contante continua a essere molto utilizzato e molte persone considerano importante poter continuare a pagare con banconote e monete.
Le vecchie banconote in euro perderanno valore quando arriveranno le nuove? No. L’introduzione di una nuova serie non significa che le banconote precedenti perdano improvvisamente valore. La BCE comunicherà con largo anticipo un’eventuale futura cessazione del corso legale e, anche in quel caso, le banconote potranno essere cambiate presso le banche centrali nazionali dell’Eurosistema senza limiti di tempo.
Ricapitolando
Paghiamo sempre più spesso con carte e smartphone, ma questo non significa che il contante sia destinato a scomparire. Le nuove banconote e il progetto dell’euro digitale ci dicono che, anche se gli strumenti con cui utilizziamo il denaro cambiano, contante e digitale continuano a convivere.
Cosa hai imparato:
- la BCE sta lavorando alla nuova serie di banconote in euro e i cittadini possono esprimere la loro preferenza tra i dieci design finalisti entro il 21 settembre 2026;
- i progetti ruotano attorno a due temi: “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”;
- le banconote vengono periodicamente rinnovate per migliorarne sicurezza, resistenza, accessibilità e sostenibilità;
- in Italia i pagamenti digitali sono più che raddoppiati tra il 2018 e il 2025, ma il contante conserva ancora un ruolo importante;
- contante e pagamenti digitali non sono necessariamente alternativi e una parte consistente dei cittadini e delle cittadine del Vecchio Continente vuole continuare ad avere la possibilità di scegliere;
- l’euro digitale sarebbe una nuova forma di moneta pubblica in formato elettronico, pensata per affiancare – e non sostituire – le banconote;
- per vedere le nuove banconote dovremo aspettare ancora diversi anni, mentre la BCE punta a essere pronta per una possibile prima emissione dell’euro digitale nel 2029, se il percorso legislativo procederà nei tempi previsti.





